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Traversata di Monte Conero, sospesi tra mare e montagna
Scritto da Aldo FrezzaPremessa: Unica emergenza a picco sul mare Adriatico, da Trieste al Gargano, il monte Conero è il cuore dell'omonimo Parco Regionale.
Nonostante la sua non eccessiva altezza e che sia quasi completamente circondato dal mare, esso merita pienamente l’appellativo di “monte” per le sue caratteristiche geologiche e morfologiche (costituisce il versante più orientale, spinto fino a lambire il mare, dell’Appennino Umbro Marchigiano) e per le attività che vi si svolgono (arrampicata, escursionismo, nordic walking, cavallo, mountain bike, ecc…).
Il Parco, istituito nel 1987 ma gestito solo dal 1991, è un'oasi ambientalista che si estende per 5800 ettari di area protetta dal territorio molto variegato: falesie costiere, boschi, torrenti, laghetti salmastri, zone agricole, zone collinari e spiagge, caratteristiche che permettono la presenza di numerose specie animali e vegetali. Le tantissime piante che costituiscono la macchia mediterranea sono qui protette e rappresentano un terzo dell'intero patrimonio floristico delle Marche, mentre tra gli animali possiamo trovare il ghiro, il moscardino, la volpe, la faina, il tasso, la donnola, il riccio e la lepre, anche se incontrarli non sarà facile, a causa delle loro abitudini notturne.
Ricchissimo, invece, il numero di specie di uccelli, tanto da far classificare il Conero uno dei migliori siti italiani per il birdwatching.
L’unica pecca del Conero è, per l’escursionista, il fatto che non sia possibile arrivare fino ai 572 metri della sua cima. Tutta l’area sommitale, infatti, è di proprietà militare. Ma i suoi 18 percorsi escursionistici, che si snodano tra corbezzoli, ginestre, lecci e pini e che si aprono ogni tanto su panorami mozzafiato non faranno rimpiangere la mancata vetta.
Informazioni di Dettaglio
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Come Arrivare:
Autostrada A 14 Bologna – Bari uscita “Ancona Sud”, poi in direzione “Riviera del Conero” fino a Sirolo.
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Descrizione Itinerario:
L’itinerario inizia dall’abitato di Poggio S. Antonio, lungo il sentiero num. 1 (sulla sinistra di un bar). Il sentiero risale una zona con parecchi arbusti e, dopo aver attraversato un tratto boschivo raggiunge in un'ora circa Pian Grande, da cui si può vedere - sulla sinistra - la Baia di Portonovo.
Da questo punto, una variante - che chiameremo variante A – conduce, andando a sinistra dopo l’evidente incrocio di 4 strade, a traversare un boschetto fino ad uno spiazzo, il Belvedere Nord, da cui si vede tutta la costa, da Portonovo verso Nord. Risalendo per la strada asfaltata, si raggiunge poi il convento dei Camaldolesi (tempo della deviazione: circa 50 minuti).
Ripreso il sentiero principale e attraversato un altro boschetto si prende poi, al bivio segnalato, la direzione sinistra giungendo ai Piani di Raggetti.
Da qui si può, non volendo proseguire oltre per la strada grande, girare a sinistra costeggiando la Casa Lucignani e arrivare fino alla strada asfaltata. Qui possiamo visitare la Cripta della Chiesa di San Pietro, i resti del Monastero o ristorarsi all’Hotel Monte Conero.
Dalla Casa Lucignani, un’altra breve variante (20 minuti) conduce poi fino a delle lastre di roccia con evidenti incisioni rupestri, risalenti presumibilmente all’età del bronzo.
Restando sul sentiero principale, invece, si prosegue in un bosco di latifoglie fino a uno spiazzo con basamento in muratura. Da qui si va a sinistra, costeggiando una zona a picco sul mare con vegetazione di macchia mediterranea, e si arriva su una strada più larga con un punto di osservazione: è il Belvedere sud, che offre una vista spettacolare sugli scogli delle 2 Sorelle.
Dal Belvedere Sud si può, tramite un sentiero pianeggiante, raggiungere con un’ultima piccola deviazione sulla sinistra (10 minuti) una cavità piuttosto grande, la Grotta del Mortarolo.
Dalla Grotta si torna al Belvedere Sud e si prosegue fino alla strada provinciale, dove ci si può servire dei mezzi pubblici per tornare al punto di partenza. -
Varianti e Alternative:
- variante A: da Pian Grande per il Belvedere Nord ed il Convento dei Camaldolesi;
- variante B: da Casa Lucignani alle incisioni rupestri
- variante C: dal Belvedere sud alla grotta del Mortarolo
- Piaceri: Un’immersione nella natura del promontorio, tra odori di piante mediterranee e spettacolari panorami; resti del Monastero di San Pietro (del 1083); grotta del Mortarolo
- Tipo di Percorso: Escursionistico
- Difficoltà: T = Turistico
- Note su Impegno e Difficoltà: Percorribile a piedi, a cavallo, in mountain bike dal Poggio fino all’ex Monastero di San Pietro, da qui solamente a piedi.
- Adatto ai Bambini: Fascia 11-14 anni
- Tempi di Andata (ore): Giro ad anello
- Tempi per il Ritorno (ore): -
- Tempo Totale Escursione (ore): 4.00
- Lunghezza dell'Itinerario (chilometri): n.d.
- Dislivello Lineare (metri): -
- Dislivello Totale Percorso (metri): 250
- Massima Quota Raggiunta (metri): -
- Cime e Quote Raggiunte: -
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Cartografia di Riferimento:
Parco del Conero - Carta escursionistica 1:20.000 - Carlo Cesina e Stefano Cavalli - Selca Firenze
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Centri Visita e Strutture Ricettive:
Parco Naturale Regionale del Conero
Via Peschiera 30, 60020 Sirolo (AN);
tel. 071.9331161 - fax 071.9330376
sito web: www.parcodelconero.eu
email: redazione@parcodelconero.euForestalp Soc.Coop. - Tour Operator
Via Peschiera, 30A, 60020 Sirolo (AN)Tel. 071.9330066 Fax 071.7360908 -
Luoghi Particolari:
Baia delle Due Sorelle e di Portonovo (chesa di S. Maria).
All’interno: Loreto, vigneti di verdicchio, grotte di Camerano.
- Condizioni della Segnaletica: Tracce di sentiero ben evidenti.
- Link d'Interesse: Monte Conero
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Bibliografia:
Guida del Parco del Conero. L'ambiente, la storia, l'arte, le escursioni e la cultura tra Portonovo, Sirolo, Numana e Camerano, con cinque cartine del territorio e dei sentieri.
Editore: Parco del ConeroPrezzo: 8,00 €
- Previsioi Meteo:
Galleria immagini
- Posizione Google Earth del Monte Conero (410 download)
Aldo Frezza
Ha arrampicato, sciato, camminato, pedalato, sudato su per l'Appennino, le Alpi italiane e francesi, l'Africa, la Patagonia e l'Himalaya, anche se il suo cuore rimane legato alle cime, alla gente e ai paesaggi del suo Appennino Centrale.
Sito web: www.facebook.com/aldo.frezza
