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Giovedì 15 Marzo 2012 12:31

Scialpinistica al Monte Viglio (2156 m) da Meta

Scritto da  Alberto Osti Guerrazzi
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Il Viglio, con i suoi 2156 metri è la massima vetta del bel gruppo dei Simbruini Ernici (monti che si allungano da nord a sud tra Lazio e Abruzzo), non è di solito considerato una meta tipica dello scialpinismo: forse per le lunghe dorsali, o per i fianchi fittamente boscosi. È invece una cima interessante, da ogni versante. L’itinerario qui proposto è forse quello che permette il maggior dislivello continuo di discesa libera e aperta: è la salita dal minuscolo borgo di Meta, abbarbicato sul suo versante abruzzese, alto sulla val Roveto. È un itinerario molto piacevole, non troppo faticoso e che con buon innevamento accompagna ai magnifici panorami (bellissimo l’affaccio dalla sella di Croce Cerasoli) una discesa lunga e di grande soddisfazione.

Informazioni di Dettaglio

  • Come Arrivare:

    Nord, da Avezzano, da cui la superstrada per Sora fino a Civitella Roveto; da qui per Meta (attenzione, in paese poche indicazioni, nel dubbio chiedere); a Meta si prende dalla piazzetta con la chiesa la sterrata per il monte Viglio (indicazioni), parcheggiando dove lo consente la neve (consiglio non oltre il primo tornante). Sud, da Sora, superstrada per Avezzano fino a Civitella Roveto, da cui come sopra.

  • Descrizione Itinerario:

    Dal parcheggio (1050 m ca.) si segue la sterrata che diretta a sud dopo qualche centinaio di metri fa un primo tornante (stazioni di una Via Crucis ai lati). Si segue ancora la sterrata, ora in direzione nord-ovest) fino dove, subito prima di un fosso, piega decisamente a destra (ca. 1190 m, 30 min. dall’auto); qui si lascia la sterrata per cominciare a risalire nel bosco in direzione ovest seguendo sugli alberi i segni, abbastanza numerosi e visibili, del sentiero CAI n. 4. Si sale tenendosi il fosso sulla destra, si taglia 4 volte la stessa sterrata (in caso di dubbio la si può seguire, allungando la salita di ca. ½ ora) fino ad intercettarla un’ultima volta all’altezza del rifugio Cersaoli e della relativa fonte (1550 m ca., 1.15 h dal inizio della salita nel bosco). Dal rifugio si sale il pendio aperto alle sue spalle per raggiungere la ben visibile sella e la croce Cerasoli, che ha accanto una Madonnina (1630 m, 15 min dal rifugio). Dopo aver ammirato il magnifico panorama sugli Ernici (spettacolare in particolare il vallone del Rio chiuso a sud da Pizzo Deta) alla sella ci si dirige a nord-ovest e si segue la lunga e spoglia dorsale che con tratti più o meno ripidi (il più ripido è l’ultimo) porta sul bordo meridionale del pianoretto subito a sud della cima del Viglio (2130 m ca., 1h dalla sella); da qui diretti a nord in pochissimi minuti si è sulla vetta (2156 m, grande croce e poco sotto grande Madonna e altare in pietra con pennone).
    In discesa dalla cima si riguadagna il margine meridionale del pianoretto, da cui ci si affaccia sui pendii che in salita sulla dorsale erano sulla destra; dopo aver valutato le condizioni della neve si scende in direzione sud-est puntando a un tratto finale aperto che termina praticamente sulla strada sterrata poche decine di metri a nord del rifugio Cerasoli (30 min. dalla vetta, 600 m di dislivello di discesa continua); dal rifugio poi si può continuare la discesa sulle tracce di salita nel bosco fino ad intercettare nuovamente la sterrata; qui conviene abbandonare il bosco, che si fa troppo fitto, e seguire la sterrata e i suoi tornanti fino all’auto (1h dal rifugio).

  • Varianti e Alternative:

    I più bravi (difficoltà OSA, pendenza fino a 40°) possono scendere per il vallone delle Portelle, il cui attacco è, subito a nord della vetta, dalla sella tra la cima del Viglio e la cima del Gendarme; il vallone è all’inizio e poi un po’ più sotto molto ripido, e quindi necessita di condizioni di neve assestata e non gelata; oltre alla sua innegabile bellezza, questa discesa permette di evitare quasi tutta la sterrata al ritorno.

  • Piaceri: Una salita in un bel bosco seguita da una bellissima dorsale panoramica, tranquilla e non faticosa, una discesa davvero bella e lunga.
  • Tipo di Percorso: Scialpinistico
  • Difficoltà: BS
  • Note su Impegno e Difficoltà: la salita non pone difficoltà. I pendii percorsi in discesa sono invece abbastanza ripidi, valutare sempre le condizioni della neve e l’eventuale pericolo valanghe, in caso di dubbio scendere per la via di salita, molto sicura in ogni condizione.
  • Adatto ai Bambini: Non Adatto ai Bambini
  • Tempi di Andata (ore): 3.30
  • Tempi per il Ritorno (ore): 1.30
  • Tempo Totale Escursione (ore): 5.00
  • Lunghezza dell'Itinerario (chilometri): 11
  • Dislivello Lineare (metri): 1100
  • Dislivello Totale Percorso (metri): 1150
  • Massima Quota Raggiunta (metri): 2156
  • Cime e Quote Raggiunte: Monte Viglio (2156 m)
  • Cartografia di Riferimento: Monti Ernici, 1: 25.000, Edizioni il Lupo
  • Centri Visita e Strutture Ricettive:

    A Meta si trovano due bar.

  • Luoghi Particolari:

    Il versante est degli Ernici, come si osserva dalla dorsale percorsa in salita, è estremamente boscoso e selvaggio, una vista in Italia rara e affascinante.

  • Condizioni della Segnaletica: I segni sugli alberi sono abbastanza numerosi e ben visibili anche con neve alta, sentiero CAI n. 4.
  • Bibliografia: L. Mazzoleni, La montagna incantata, Porzi Editoriale
  • Previsioi Meteo:
  • Mappa Percorso:
Ultima modifica Mercoledì 09 Gennaio 2013 08:26
Alberto Osti Guerrazzi

Alberto Osti Guerrazzi

Romano di origini toscane, è uno dei soci delle Edizioni il Lupo ed è autore de "I 2000 dell'Appennino" e co-autore di "Bambini in Appennino" e di molti altri libri dedicati alla montagna. Socio attivo del Club 2000m è un vero appassionato di montagna, con il libro dedicato ai 2000 metri dell'Appennino ha dato un importante contributo alla diffusione dell'escursionismo in centro Italia.

Sito web: www.edizioniillupo.it
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