Monte San Franco (2132 m) dal Passo delle Capannelle
Scritto da Alberto Osti GuerrazziPremessa: la prima montagna del gruppo del Gran Sasso da ovest offre un’ampia e facile cresta da cui ammirare la Laga e il lago di Campotosto; dalla cima poi si ha una delle più belle vedute in assoluto del Corno Grande. E’ una salita tranquilla e piacevole, su placidi pendii frequentati anche d’inverno dagli scialpinisti e sciescursionisti; percorrendola si scopre una delle zone più appartate del gruppo, ricca di faggete molto belle. Particolarmente in autunno il versante nord della montagna è davvero di straordinaria bellezza. S. Franco era un santo eremita locale vissuto tra il XII e il XIII secolo tra i monti del Gran Sasso; anche una sorgente sul versante sud del monte porta il suo nome
Informazioni di Dettaglio
- Come Arrivare: Il passo delle Capannelle si può raggiungere da Assergi (raggiungibile con la A24, seguire le indicazioni per la funivia di Campo Imperatore, non per il paese, e poi a un bivio quelle per il passo e il lago di Campotosto) seguendo la magnifica strada che percorre a mezzacosta verso nord-ovest il versante sud del Gran Sasso; oppure con la SS 80 da L’Aquila. Si supera il passo e scendendo verso nord si lascia l’auto ca. 600 m dopo il km. 25, sulla destra in corrispondenza di uno slargo da dove parte una sterrata (cartelli indicatori; sulla sinistra della strada piccola cantoniera con due pini ai lati).
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Descrizione Itinerario:
La sterrata (quota 1290 m; indicazioni, segni bianco-rossi CAI, sentiero Parco-CAI 111) sale verso ovest sugli ampi dossi sassosi del monte, compie un paio di lunghi tornanti superando due grosse linee dell’alta tensione e raggiunge una cava abbandonata (30 min. dalla strada); qui la sterrata finisce. La dorsale che porta alla cima comincia dietro la cava, che si può superare sia a destra che a sinistra; sopra la cava il sentiero consiste in tracce, bisogna quindi tenersi sul filo della dorsale. Questa sale dapprima tranquilla poi (da quota 1650 ca.) più ripida e abbastanza faticosa per ca. 200 m di dislivello. Superata quota 1850 il pendio si fa più ampio e meno ripido fino a diventare quasi pianeggiante ormai quasi sotto la cima; qui si trova un ampio valloncello dove spesso si incontrano animali al pascolo e dove ci si tiene sulla sinistra per prendere la dorsalina che porta sulla vetta (2h dalla cava); su questa si trova una grande croce sorretta da tiranti (una bufera di neve l’aveva anni fa piegata quasi fino a terra). In discesa si può ritornare sui propri passi (ca. 1.30h fino all’auto) oppure scegliere una via più lunga per la cresta est e il rifugio Panepucci Alessandri; in questo caso si prosegue la cresta verso est, si tralascia un primo crestone che scende verso nord e si continua sulla bella cresta ovest, detta di Rotigliano, piegando verso nord in discesa fino all’ampio passo del Belvedere (1789 m.; 1h dalla vetta; casottino con antenna). Dal passo su tracce chiare di sentiero ci si dirige a ovest, si supera il vallone del Paradiso, si risale la parte bassa del crestone incontrato in precedenza e si arriva sui prati dove, oltre la dorsalina, si trova il rif. Panepucci Alessandri (capanno metallico con pannelli fotovoltaici, 20 min. dal passo del Belvedere). Dal rifugio si segue la sterrata che va in discesa in direzione ovest immergendosi nella faggeta. Questa sterrata scende nel bosco, supera una vasta radura in piano, poi riprende a scendere nella faggeta abbastanza ripida e sassosa; a ca. 1500 m di quota, dove piega a destra per scendere verso un’altra sterrata sottostante, la si lascia per andare a sinistra con un’altra che si segue sempre diretti a ovest. Dopo poco più di un km. la strada piega a destra: la si abbandona per seguire, ancora verso ovest e sempre sul versante nord della montagna, un sentiero non molto segnato che attraversa prati e faggete; dopo ca. 500 m. il sentiero piega verso nord e arriva a un valloncello erboso dove alta sulla sinistra, in una roccia tra i faggi, si trova la statua della Madonna della Zecca. Proseguendo sul sentiero si raggiunge in poco più di un chilometro la sterrata percorsa in salita all’altezza della cava, che scende in breve tempo al Ponte della Lama (1.30h dal rif. Panepucci).
- Varianti e Alternative: Il rifugio Panepucci Alessandri si può anche raggiungere dalla masseria Cappelli salendo al piano del Castrato e percorrendo poi verso ovest un sentiero molto bello ma lungo attraverso una magnifica faggeta; dal rifugio si può salire in vetta per il crestone nord-est e poi scendere al passo del Belvedere e di nuovo al rifugio; per la maggiore lunghezza e per i maggiori problemi di orientamento, questa via si può classificare E+.
- Piaceri: La salita offre splendidi panorami; il ritorno per il rifugio Panepucci Alessandri è una lunga passeggiata in uno degli angoli più intatti (miracolosamente, visti i progetti di speculazione edilizia che lo hanno interessato) del gruppo.
- Tipo di Percorso: Escursionistico
- Difficoltà: E+ = Escursionisti +
- Note su Impegno e Difficoltà: Escursione di media montagna privo di difficoltà. Niente acqua lungo il percorso. Attrezzatura classica da escursioni di media difficoltà, scarponcini, mantellina, bastoncini, borraccia, binocolo, macchina fotografica. Difficotà E se si scende per la via di salita; E+ per il rif. Panepucci; questa via, tra boschi e valloncelli, può dare qualche problema di orientamento. 850 m di dislivello, 3.5 km. in salita e altrettanti in discesa (8.5 km. in discesa se si sceglie la variante per il rif. Panepucci); 2.40h in salita 1.30h in discesa (3h in discesa se si passa per il rif. Panepucci).
- Adatto ai Bambini: Non Adatto ai Bambini
- Tempi di Andata (ore): 2.40
- Tempi per il Ritorno (ore): 1.30
- Tempo Totale Escursione (ore): 4.10
- Lunghezza dell'Itinerario (chilometri): 14
- Dislivello Lineare (metri): 850
- Dislivello Totale Percorso (metri): 850
- Massima Quota Raggiunta (metri): 2132
- Cime e Quote Raggiunte: Monte San Franco
- Cartografia di Riferimento: Gran Sasso, 1: 25.000, Edizioni il Lupo.
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Centri Visita e Strutture Ricettive:
Il rifugio Antonella Panepucci Alessandri è di proprieta della sezione CAI dell'Aquila TEL. 0862-24342
Dispolnibilità di 20 posti letto - Servizi igienici
Aperto la Luglio ad ottobre, il restante periodo dell'anno su prenotazione telefonando al n. 380 4320193. - Luoghi Particolari: Il passo del Belvedere merita il suo nome, la vista che si gode sul Gran Sasso e la sottostante valle delChiarino è, specie in autunno, magnifica.
- Condizioni della Segnaletica: Sentiero segnato, bolli bianco – rossi, CAI Parco n. 111.
- Link d'Interesse: N.d.
- Bibliografia: A. Osti Guerrazzi, I 2000 dell’Appennino, Edizioni il Lupo.
- Previsioi Meteo:
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Mappa Percorso:
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- Traccia GPX (46 download)
Alberto Osti Guerrazzi
Romano di origini toscane, è uno dei soci delle Edizioni il Lupo ed è autore de "I 2000 dell'Appennino" e co-autore di "Bambini in Appennino" e di molti altri libri dedicati alla montagna. Socio attivo del Club 2000m è un vero appassionato di montagna, con il libro dedicato ai 2000 metri dell'Appennino ha dato un importante contributo alla diffusione dell'escursionismo in centro Italia.
Sito web: www.edizioniillupo.it
