Monti Reatini
Monti Reatini
I monti Reatini sono stati pesantemente aggrediti dal turismo, e da molti anni; il rimboschimento a comporre la scritta DUX sul monte Giano, ben visibile dalle cime principali del gruppo, testimonia, dopo oltre 60 anni, della volontà di Mussolini di fare di questo gruppo montuoso la stazione turistica di montagna di Roma. Ma le costruzioni di epoca fascista sono piccole, in pietra, e anche belle rispetto alle porcherie costruite negli anni ’60 e ‘70, all’epoca del più dissennato assalto alle montagne appenniniche. Di quest’epoca sono i giganteschi, orribili residences di innumerevoli piani, lunghi e larghi centinaia di metri, oggi per lo più vuoti e in via di abbandono.
Nonostante tutto questo, gli angoli di natura intatta sono numerosi e interessanti, come la bella faggeta di Bosco Vallonina, o i profondi e ripidi valloni in cui queste montagne sprofondano, abbastanza simili in ciò ai Sibillini e diverse invece dagli altri grandi gruppi dell’Appennino abruzzese. O tutto il bel gruppo occidentale, con il monte Macchialaveta e il monte Tilia, ricco di boschi, antichi ruderi, pianori nascosti.
Il gruppo, specie nel Terminillo, è anche una bella e piacevole palestra di alpinismo estivo e invernale, con belle vie di roccia e canalini in inverno ripidi e ghiacciati; anche per lo scialpinismo queste montagne offrono itinerari interessanti anche se non molto lunghi.
Purtroppo il Terminillo è ancora oggi non protetto da un Parco e anche perciò oggetto di speculazioni; sepolto (speriamo) definitivamente il progetto di stazione sciistica nelle faggete della Vallonina, la Regione Lazio ha approvato (maggio 2009) un nuovo progetto di ampliamento della stazione sciistica del Terminillo: meno insensatamente del precedente progetto, che devastava un’area quasi integra, questo nuovo si concentra sulla vecchia stazione, rinnovando i vecchi impianti e costruendone di nuovi; sono questi nuovi la preoccupazione, specie il collegamento con Leonessa per la ancora bellissima sella di val d’Organo. E poi ci sono anche alcune insensatezze, come l’impianto nella valle dell’Inferno, spesso bombardata da notevoli valanghe. A fronte di tutto questo c’è il contentino di un mini Parco regionale.
È meritorio l’impegno del CAI di Rieti, che da anni si batte con energia contro questi progetto insensato, speriamo bene, anche se l’attuale clima politico italiota, tutto pro-cemento e pro-speculatori, non lascia molte speranze.
Un canale bello e abbastanza facile, tra i meno frequentati della parete est del Terminillo e anche per questo piacevole e divertente, una bella alternativa al Centrale o alla Chiaretti Pietrostefani.
ll 28 gennaio 2012 Pino Calandrella (primo di cordata e Marco Chiaretti, del CAI di Leonessa, hanno aperto una nuova, impegnativa (valutata dagli apritori TD-) ed interessante via alpinistica sulla parete nord-ovest della Cresta Sassetelli, la bella parete rocciosa che incombe sulla testata della vall'Organo. Si tratta di una bella impresa che dimostra, (come anche la via Avatar aperta recentemente da Giancarlo Guzzardi sulla nord del SIrente, e di cui abbiamo già dato notizia) come anche in questi tempi di alpinismo sempre più tecnico e globalizzato, esistono ancora angoli di Appennino dove è possibile provare la tensione e la paura che dà un percorso inesplorato e la gioia dell'apertura di una nuova via.
Premessa: è una delle montagne più famose dell’Appennino, ed è quindi molto frequentata; se a questo si aggiunge quanto detto per il gruppo in generale, considerando che la strada della sella di Leonessa passa a poche centinaia di metri in linea d’aria dalla cima si può concludere che per l’amante della wilderness non ci sono molti motivi per salire sulla sua vetta. Ciò è senz’altro vero per la via normale, quella che sale dal rifugio Sebastiani (Angelo, non Vincenzo, che è nel Velino), una via breve, sassosa, ripida, affollata, molto poco interessante. Per questo propongo accanto alla via normale anche un’altra via, la Sassetelli.
Caratteristiche del tracciato: escursione di media montagna priva di difficoltà. Niente acqua lungo il percorso. Attrezzatura classica da escursioni di media difficoltà, scarponcini, mantellina, bastoncini, borraccia, binocolo, macchina fotografica.
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- Monti Simbruini, Ernici e monti di Sora
- Monti Marsicani e Monti della Meta
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