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Monti Simbruini, Ernici e monti di Sora
Monti Simbruini, Ernici e monti di Sora
Tra il Lazio e l’Abruzzo, tra la Ciociaria e la Marsica, i Simbruini si allungano da nord-ovest a sud-est con una serie di lunghe dorsali coperte da vaste e splendide faggete intercalate da bellissimi altopiani erbosi (il più bello forse quello di Camposecco). Più a sud la loro orografia si complica, e così la toponomastica, nei monti Ernici e Cantari, dove sono anche le cime più alte del gruppo. Sono montagne molto belle: nei Simbruini veri e propri le grandi faggete, vere foreste dove immergersi per ore, e i vasti prati invitano a lunghe escursioni senza mete particolari e per itinerari in buona parte facilmente percorribili tanto in estate che in inverno; più a sud, dove le cime superano i 2000 metri, le dimensioni e le difficoltà sono maggiori, anche se mai eccessive.
Le lunghe creste degli Ernici, dal Viglio al Pizzo Deta, invitano a lunghe traversate panoramiche di grande soddisfazione e bellezza. Tutte sono montagne tipicamente “carsiche”, le rocce sono calcaree e i torrenti pochi, essendo le acque subito inghiottite dal terreno; l’ambiente è quindi tipicamente appenninico.
Queste montagne sono da qualche anno protette da un Parco regionale mai davvero decollato e che purtroppo include parzialmente solo la parte laziale, escludendo tutto l’altrettanto interessante settore abruzzese, dove sono i tristi comprensori semi abbandonati di Marsia e Camporotondo, quest’ultimo davvero allucinante nella sua inutile bruttezza. Questi monti e il Parco che in parte dovrebbe tutelarli per la loro bellezza meriterebbero molta più attenzione e risorse, che purtroppo invece sono in costante diminuzione. Eppure davvero la loro bellezza meriterebbe di più. Ad esempio, non sarebbe difficile trasformare Campo Staffi, oggi in tristi condizioni, in una località di grande attrattiva e richiamo: si potrebbe chiudere al traffico privato la strada che collega questa stazione sciistica al valico di Serra S.Antonio, potenziare la cabinovia che sale dalla val Granara e ottenere così una specie di Zermatt appenninica, silenziosa e percorsa solo da veicoli elettrici e, in inverno, da slitte trainate da cavalli; magari dotando tutti gli edifici di pannelli solari. Insomma, forse con un pò di fantasia e buona volontà si potrebbero trovare altre vie di sviluppo, per uno sviluppo sostenibile davvero e che non sia il falso sviluppo del cemento.
L’itinerario proposto va dalla stazione ferroviaria di Tagliacozzo a quella di Roccasecca. Quindi, si può raggiungere il punto di partenza in treno e, allo stesso modo, tornare indietro dal punto di arrivo: sui treni del trasporto regionale, infatti, è possibile caricare la bici su un vagone apposito.
Il secondo degli itinerari di sciescursionismo sui monti Ernici proposti da Piero Lancia, del CAI di Frosinone, ci porta in una magnifica e boscosa valle nascosta, la valle di Femmina Morta, al termine della quale si arriva in una zona di ampi e facili pendii dominati dalla cima del monte del Passeggio; è un territorio bello e selvaggio che si percorre in tranquillità senza particolari difficoltà ma con grande soddisfazione.
Il versante laziale dei Monti Ernici presenta alcuni interessanti itinerari di sci-escursionismo; Piero Lancia, istruttore di sciescursionismo del CAI diFrosinone, ha percorso in lungo e in largo le sue monagne, in tutte le stagioni; questo è il primo di una serie di interessanti itinerari di sciescursionismo che ci presenta, a cui nei prossimi giorni seguiranno altri.
