Monti del Cicolano
Monti del Cicolano
Sono i monti tra i Reatini (la valle del Velino li chiude a nord) e il monte Velino, con cui si saldano senza soluzione di continuità (il confine potrebbe essere il pianoro di Castiglione); la valle dell’Aterno è il confine a est; a sud-ovest invece li chiude la valle del Salto. Sono montagne di non grande altezza, ma ricche di boschi, vasti pianori e laghi, di grande bellezza e ancora relativamente incontaminate. Il pianoro di Rascino, con il lago omonimo, è forse il luogo più noto, anche per la morte del terrorista nero Esposti, avvenuta nel 1974 a seguito di una sparatoria con i Carabinieri.
Il lago di Rascino, di grandezza e forma variabile di anno in anno a seconda della piovosità, ma di solito somigliante ad un grosso polipo, è privo di immissari e raccoglie le acque meteoriche (cioè derivanti da pioggia o neve) e quelle che scorrono lungo i monti. Essendo privo anche di emissari, le sue acque evaporano o defluiscono per sconosciute vie sotterranee, andando ad alimentare il bacino del Peschiera. Posto alla quota di 1206 mt, il lago giace al centro di una conca che si ricopre di meravigliosi e variopinti fiori nei mesi estivi. E’ ancora oggi frequentato come posto di tappa per i pastori che ancora praticano la transumanza, ed alcuni casali nelle vicinanze sono appunto lì per accogliere chi ancora pratica questo antico mestiere. E’ molto frequentato però anche dai pescatori, perché popolato di carpe, tinche, persici reali e lucci.
Anche interessante è il vicino lago di Cornino, sul pianoro omonimo.
Le cime maggiori sono, da nord a sud, il m.Giano (1820 m), sovrastante Antrodoco, caratterizzato dall’infelice scritta DUX fatta con un rimboschimento di conifere negli anni ’30, pietoso esempio di piaggeria; sempre sopra Antrodoco ma a sud si trovano i monti Nuria (1888 m) e Nurietta (1884 m), due bellissime cime ricche di boschi. A sud-est l’ultima cima, che sovrasta L’Aquila, è il monte Calvo (1898 m), piacevole come balcone sul Gran Sasso e in inverno come gita di scialpinismo facile.
Premessa: Cicolano, chi era costui? I monti del Cicolano, infatti, sono tra i più sconosciuti di questa parte di Appennino Centrale, circondati come sono da montagne dai nomi ben più conosciuti e molto più frequentate dagli escursionisti: Terminillo, Gran Sasso, Velino. Eppure, tra queste montagne ricoperte di boschi, che non raggiungono mai i 2000 metri, si celano bellezze insospettate, ed una vita che appartiene quasi ad altri tempi. Paesi tranquilli al di fuori da ogni rotta di traffico, castelli e fortificazioni (a testimonianza di grandi rotte di comunicazione che transitavano tra queste valli, legate soprattutto alla transumanza, e di altrettanto grandi lotte per il controllo del territorio), tradizioni ben nascoste ma ancora vive, per chi le vuole cercare.
Nell’itinerario che descriviamo – molto facile, adatto veramente a bambini di ogni età – andremo a scoprire i due piccoli e pittoreschi laghi di Rascino e Cornino; ma il gioco sarà, soprattutto, quello di trovare ed esplorare le rovine del vecchio castello, che dominava i due laghi e ne controllava tutti gli accessi. E c’è chi assicura che, quando il vento tira da una certa direzione, si riesca ancora a sentire fischiare le frecce, o si intenda ancora il cozzare delle lame contro gli scudi, le grida dei soldati ed i nitriti dei cavalli.
Caratteristiche del tracciato: escursione di media montagna priva di difficoltà. Niente acqua lungo il percorso. Attrezzatura classica da escursioni di media difficoltà, scarponcini, mantellina, bastoncini, borraccia, binocolo, macchina fotografica. Da evitare nella stagione invernale o all’inizio della primavera.
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