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Tra mare e cielo: il Circeo da Torre Paola

Il percorso proposto è per antonomasia il percorso al monte Circeo, il più frequentato e noto per salire in vetta a questa montagna simbolo per la provincia di Latina, immortalata in decine di cartoline e chissà in quante foto dalle migliaia di frequentatori delle note località balneari presenti ai piedi del monte Circeo. Percorso affascinante tra terra mare e cielo che ad ogni passo presenta scorci affascinanti e sempre diversi, molto remunerativo pur essendo breve, presenta brevi e facili passaggi su roccia.

compagnia_dei_cammini_01La Compagnia dei Cammini è un’associazione nata nel 2010 sulle ceneri della Boscaglia. Ha sede in Abruzzo, in provincia dell’Aquila.

lungo_il_rovigoPremessa: “E sempre ho negli occhi quella strada con il sole… il primo mattino, le fonti dove mi hai fatto bere, la terra che si mescolava ai nostri baci, quell’abbraccio profondo della luce.” Cos’ Sibilla Aleramo ricorda in una sua lettera a Dino Campana la breve stagione del loro amore vissuto appassionatamente proprio in questi monti e in questi sentieri quasi cento anni fa. E non è cambiato molto da allora. Casetta di Tiara, il piccolo borgo che domina la valle del Rovigo è ancora pressoché rimasto immutato e la strada carrozzabile termina tra le sue case. La Badia di Moschea, un complesso religioso fondato dai Vallombrosiani nel X secolo, accoglie di nuovo gli escursionisti come i pellegrini un tempo, il suo museo racconta la storia di queste montagne e della sua gente, e nel suo ristorante si mangia la vera bistecca alla fiorentina di manzi allevati al pascolo sui monti circostanti. Il fiume Rovigo e Veccione scorrono sempre con le loro acque limpide dove ancora si trovano i gamberi, tra dirupi d’arenaria e scavano marmitte che invitano a fare il bagno.
Nell’estate del 1916 Sibilla manda un biglietto di congratulazioni per la prima, e unica, opera di Campana, i Canti Orfici, a cui segue un invito a venirlo a trovare su queste montagne: “Vi piacerebbe dormire un poco sotto la tenda?”. Gli risponde Sibilla. “Non sono più giovane… però ancora buona camminatrice – codesta occhiata agli Appennini la darei volentieri con voi.. insomma, come mi dovrei equipaggiare?”
Seguono incontri e passeggiate che durano lo spazio di una stagione, ma pieni di passione: “Dino, come fare senza dirti che t’adoro, e mandarti qualche piccola parola che brilli e t’accarezzi più delle stelle? Le stelle intorno alla Casetta?” Poi la separazione e l’inesorabile declino delle facoltà di Dino che finirà internato in manicomio dove morirà nel 1932. Ma la suggestione di queste valli è sempre la stessa. Dai suoi fitti boschi fanno capolino cinghiali e caprioli, le rovine delle case contadine con i suoi essiccatoi raccontano ancora le storie di una “civiltà del castagno” che ancora non è scomparsa del tutto. La Valle dell’Inferno non è il nome più adatto a questi luoghi perché qui siamo vicini più al paradiso.

Pubblicato in Subappennino Toscano

Guida Abruzzo per diversamente abiliIl libro nasce dall’idea, come dice la prefazione, di far godere del grande patrimonio naturalistico, storico e culturale presente nella regione tutti,, incluse le persone svantaggiate dal punto di vista motorio e/o sensoriale.

La pubblicazione è un utile strumento che consente diverse modalità di fruizione dei territori interessati sotto ogni punto di vista (turistico, didattico, ricreativo), proponendo una serie di itinerari fruibili da persone con disabilità.

Pubblicato in Guide Escursionistiche

Logo Centomila PassiL'Associazione Centomila Passi (nata alla fine del 2005, conta oggi 760 soci presenti in 18 regioni) è il frutto spontaneo e naturale di una passione e di un'esperienza di decenni su e giù per i monti, con gli amici ed accompagnando gruppi.

Il gruppo iniziale di amici negli anni si è allargato e cerchiamo di fare sia escursioni facili per i nuovi o i meno allenati che attività impegnative per i veterani ed esperti. Ognuno deve trovare la propria avventura e il proprio limite in base alle proprie capacità.

Sito e Logo AgatAGAT è l’Associazione delle Guide Ambientali Toscane. I suoi soci sono professionisti che lavorano attivamente sul territorio toscano e non solo e che grazie all’esperienza di tutti mantiene aperti canali privilegiati con Enti e Istituzioni. 

La nostra attività sociale riguarda soprattutto: promozione delle attività delle Guide (attraverso fiere, convegni, eventi...); confronto e dialogo con Enti e Istituzioni su materie legislative o regolamentari; lotta all’abusivismo; attività di aggiornamento...

Nonostante tutte le precauzioni già esposte numerosi sono le situazioni imprevedibili che possono presentarsi. Una di queste è l’escursionista totalmente inadeguato che ha affrontato un impegno nettamente superiore alle proprie capacità.

Ci sono casi in cui, in via solamente eccezionale, si può acconsentire a che la persona torni indietro da sola, tale dietro-front può essere autorizzato solo in assenza totale di incertezze sul percorso e per non veder compromessa l’escursione agli altri partecipanti.

Normalmente un serio capo gruppo deve preparare la gita, o il trekking documentandosi ampiamente e, ove necessario, verificare personalmente con sopralluoghi mirati lo stato del territorio e gli eventuali passaggi più impegnativi.

Questo non significa che tutto il percorso debba essere conosciuto alla perfezione, o debba essere stato già verificato da pochissimo tempo.

Condurre gruppi escursionistici in montagna tocca aspetti legati alla competenza escursionistica, alla conoscenza degli ambienti  e alla formazione dei gruppi con implicazioni tecniche, psicologiche e motivazionali.

Questa breve premessa non vuole scoraggiare chi affronta questa attività attraverso una pratica professionale al servizio di un’associazione o di un ente ma bisogna avere consapevolezza che passare da un limitato numero di amici ad un gruppo di clienti o comunque persone che si affidano alla tua preparazione rappresenta un grande salto che ha tantissime sfaccettature.

Premessa: Una breve e tranquilla passeggiata per tutti e tutte le stagioni; le mete possibili sono tre, le due cime e il belvedere tra di esse, che si affaccia sull’Alta Sabina e i monti Lucretili. Poco sotto la cima dell’Ode due curiosità: un resto di faggeta a nord e sulla cresta sud dei resti di un castelletto. Purtroppo la sterrata che porta alla base delle due cime, e anche non solo quella, è frequentata da automezzi di ogni tipo e quindi spesso ridotta assai male. Inoltre i tagli dei boschi anche qui, come in tutti i Sabini, sono pesanti e denotano inciviltà dei boscaioli locali e incapacità e lassismo da parte della Forestale. I monti Sabini sono un bel gruppo montuoso a nord di Roma, indicati come ZPS (zona di protezione speciale) dall’Unione Europea ma non ancora protetti da un Parco; insieme alla tranquilla conformazione orografica (pochissime rocce e dirupi) questo li rende adatti a passeggiarvi con i propri cani. La passeggiata ai monti Ode e Pozzoneve presenta il solo problema, in relazione ai cani, della presenza di mucche e cavalli al pascolo brado, problema che si supera facendo solo un po’ di attenzione a non far scappare il cane all’inseguimento degli innocui animali.

Caratteristiche del tracciato: escursione di media montagna priva di difficoltà. Niente acqua lungo il percorso. Attrezzatura classica da escursioni di media difficoltà, scarponcini, mantellina, bastoncini, borraccia, binocolo, macchina fotografica.

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