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Premessa: Secondo la leggenda, il lago di Vico ebbe origine dal buco che fece Ercole piantando in terra la sua clava, sfidando gli abitanti del luogo ad estrarla. Naturalmente nessuno riuscì a smuoverla di un centimetro, ma quando Ercole lo fece, scaturì dal buco un fiume d'acqua, che riempì la valle fino a formare il lago. In realtà, il lago ha origine vulcanica, come testimonia anche la sua forma tondeggiante; è tra le aree di maggior valore naturalistico del Lazio, giustamente tutelato da una Riserva Naturale che si estende per 3240 ha, con quote comprese tra i 510 (lago) e i 965 mt (Monte Fogliano). Presenta, condensati in uno spazio ristretto, ambienti naturali molto diversi tra loro: dal canneto alle zone umide, ai prati e pascoli, alle coltivazioni di nocciolo (per cui la zona va famosa), ai castagneti, fino ai boschi di cerro e faggio. Di particolare interesse naturalistico è la faggeta "depressa" del Monte Venere, con piante che scendono fino a circa 530 mt, molto al di sotto quindi del loro limite abituale. L'itinerario tocca molti di questi ambienti naturali, tra noccioleti, castagneti e rive del lago.

Caratteristiche del tracciato: Il percorso è misto, tra asfalto e strade sterrate; l'itinerario, sebbene facilissimo, è quindi più adatto all'utilizzo della mountain-bike rispetto ad altri tipi di biciclette.