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Il Parco Naturale dei Monti Aurunci è stato istituito nel 1997 a proteggere il territorio dei monti Aurunci, situati nel Lazio meridionale a cavallo delle province di Latina e Frosinone; il Parco ha una superficie di ca.194 kmq. Situato tra la valle del Liri e il Mar Tirreno, il Parco ha un territorio molto eterogeneo e variato, compreso in una fascia altimetrica che va dai 30 m sul livello del mare sino ai 1535 m della cima del m.Petrella.

Il borgo di Poggio CatinoUn borgo antichissimo, e doppio, Poggio Catino e Catino, vicini eppure, nella migliore tradizione italica, rivali; il primo, più grande, vanta una bellissima piccola piazza, di recente giustamente chiusa alle auto; il secondo,meglio conservato, deriva il suo nome dall’impressionante dolina carsica sul cui bordo ovest è sorto, e su cui svetta la magnifica torre longobarda del VII secolo che lo caratterizza.

Castello di RotaIl Castello di Rota è un piccolo borgo che sorge su una collina tufacea a 195 m di quota lungo la strada provinciale Braccianese Claudia, a ca. 8 km a est di Tolfa, del cui territorio comunale fa parte...

Premessa: grande wilderness, presenza di animali, si possono incontrare cinghiali, camosci, volpi, lupi, cavalli anche sulle vette come quella del Monte Mare. Mucche al pascolo in valle Venafrana.

Caratteristiche dell'itinerario: Itinerario di sviluppo notevole rispetto al dislivello; traccia discreta nella faggeta fino quota 1600 m circa; poi difficile da seguire nella radura centrale, ma di nuovo facile sull’alpeggio in parte fuori traccia per via intuitiva. Potenziali problemi di orientamento in caso di nebbia.

Premessa: Secondo la leggenda, il lago di Vico ebbe origine dal buco che fece Ercole piantando in terra la sua clava, sfidando gli abitanti del luogo ad estrarla. Naturalmente nessuno riuscì a smuoverla di un centimetro, ma quando Ercole lo fece, scaturì dal buco un fiume d'acqua, che riempì la valle fino a formare il lago. In realtà, il lago ha origine vulcanica, come testimonia anche la sua forma tondeggiante; è tra le aree di maggior valore naturalistico del Lazio, giustamente tutelato da una Riserva Naturale che si estende per 3240 ha, con quote comprese tra i 510 (lago) e i 965 mt (Monte Fogliano). Presenta, condensati in uno spazio ristretto, ambienti naturali molto diversi tra loro: dal canneto alle zone umide, ai prati e pascoli, alle coltivazioni di nocciolo (per cui la zona va famosa), ai castagneti, fino ai boschi di cerro e faggio. Di particolare interesse naturalistico è la faggeta "depressa" del Monte Venere, con piante che scendono fino a circa 530 mt, molto al di sotto quindi del loro limite abituale. L'itinerario tocca molti di questi ambienti naturali, tra noccioleti, castagneti e rive del lago.

Caratteristiche del tracciato: Il percorso è misto, tra asfalto e strade sterrate; l'itinerario, sebbene facilissimo, è quindi più adatto all'utilizzo della mountain-bike rispetto ad altri tipi di biciclette.

Il Parco Naturale Regionale Monti Simbruini è stato istituito nel 1983, copre una superficie di 299 kmq. ed ha sede a Jenne; il telefono è lo 0774-827219-827221, E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . I principali animali sono il lupo (almeno due branchi) il gatto selvatico, il cinghiale, l’aquila reale, l’astore e il gracchio corallino; i boschi sono per la stragrande maggioranza di faggio, vere foreste, tra le più belle dell’Appennino: sono, insieme ai grandi pascoli d’altitudine come il piano della Dogana, la vera attrattiva di queste montagne.

Il Pratone del Gennaro - foto di Marco SancesÈ la wilderness a pochi passi da Roma, montagne non elevatissime ma di grande interesse naturalistico e storico, dove si trovano vaste e magnifiche faggete laghi di grande bellezza (il lago del Turano), pianori carsici vasti e bellissimi (tra tutti il Pratone del Gennaro).
Non sono altissime, i Lucretili hanno la loro vetta massima nel Pellecchia (1363 m), sul cui versante nord, nidifica l’aquila. Però sono davvero selvagge; in questo Parco anni fa un escursionista incontrò sul suo sentiero un orso; fuggirono entrambi.

Il Parco è abbastanza vasto da offrire molte possibilità escursionistiche, dalle salite di un certo impegno come quelle al Pellecchia e al Gennaro, alle gite tranquille e piacevoli, adatte a tutti, come la bella gita ai due incantevoli laghetti di Percile.

Se le gite non richiedono che raramente un grande impegno fisico, tuttavia spesso possono essere impegnative dal punto di vista dell'orientamento: il territorio dei Lucretili è complicato, l'orografia complessa e a volte è difficile mantenere precisi punti di riferimento; è quindi abbastanza facile perdersi, come testimoniano i numerosi casi avvenuti nel corso degli anni; se quindi questo è  un fattore che può aumentare il gusto di immergersi in un ambiente davvero selvaggio, dall'altra impone all'escursionista di documentarsi bene sulla gita che vuole effettuare, e di andarci preparato.

Un altro aspetto interressante del Parco è quello dei suoi borghi, che sono diversi e spesso belli; ne cito due, Orvinio, nel cuore del Parco, e LIcenza, sul margine orientale.

Molto interessante anche il sito archeologico della villa di Orazio.

Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga è stato istituito nel 1991; è quindi un Parco ancora relativamente  giovane, ma è abbastanza attivo considerati i non eccessivi fondi che ha a disposizione, e si sta radicando positivamente nel territorio; tra i vari progetti ormai di qualche anno fa è quello della reintroduzione del camoscio; il progetto è stato un grande successo ed oggi è possibile incontrare questi splendidi animali con una certa facilità, specie nell’area di Pizzo Cefalone o del m. Camicia: il censimento del 2009 ha rilevato che nel Parco ne vivono ca. 400 esemplari, una cifra considerevole. La superficie protetta è grande, ca. 1500 kmq. prevalentemente in Abruzzo, con parti nel Lazio e nelle Marche, relative al massiccio della Laga.
La sede è a Assergi, il telefono è lo 800.35.10.78