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Premessa: il Sentiero di Francesco, il Sentiero della Pace, la Marcia della Pace… non è un caso che tutti questi percorsi convergono su Assisi. Questa magnifica cittadina sembra vocata da secoli alla pace e alla spiritualità e la sua montagna, il Subasio, grande, dolce, un “lingam” naturale, è il luogo dove si può sentire al massimo la comunanza della spirito con la natura e non a caso fu scelto da numerosi eremiti e dallo stesso Francesco come luogo di ritiro e preghiera.
Saliti sui suoi fianchi, dopo aver attraversato “selve oscure” e luoghi di eremitaggio, si giunge alle grandi praterie sommatali dove la dolce pendenza ci spinge senza sforzo ad arrivare in cima a contatto con il cielo e le nuvole. Tutto intorno, in una giornata limpida, lo sguardo si perde dal crinale appenninico con le Marche ai Sibillini, dal Trasimeno all’Amiata, dai monti Martani ai coni vulcanici del Monte Cimino, abbracciando una gran fetta dell’Italia Centrale. Per completare l’opera anche due doline, sulla cima del Subasio, perfette nella loro forma ad imbuto, sembrano un passaggio per una discesa al centro della terra o semplicemente una nicchia dove ascoltare il suono della natura più essenziale.
Completano l’itinerario anche due borghi storici tra i più belli dell’Umbria; Assisi con le sue chiese e i suoi conventi e la sua rocca costruite con quel calcare rosa che rende più delicato anche le opere di guerra e Spello dove il medioevo si fonde alle testimonianze romane e riluce dello splendore rinascimentale negli affreschi del Pinturicchio.
Un piccolo delizioso borgo abbarbicato sulle pendici orientali dei Monti Martani, Portaria sorge a 470 m di quota nel territorio del comune di Acquasparta, non lontano da Sangemini e dall’interessante sito archeologico di Carsulae.
Anticamente era conosciuta come Porcaria, forse per l’intenso allevamento di maiali.
Premessa: La sola possibilità di avvistare animali durante il percorso, come può capitare di frequente all'interno di Riserve Naturali, può moltiplicare la motivazione, la curiosità e la voglia di avventura dei bambini. Se poi essi sono adeguatamente e preventivamente preparati sulle specie che sarà possibile incontrare, le loro abitudini, gli ambienti che frequentano, i comportamenti da adottare, l'escursione diventa anche strumento di conoscenza della natura. Ancor di più se l'animale stesso viene con noi, diventando uno dei protagonisti della gita. Succede nelle escursioni assistite da muli o cavalli, con il compito di trasportare le attrezzature, che, come in altri paesi, si vanno da qualche tempo diffondendo anche in Italia. Qualcuno usa, invece, l'asino, che si è rivelato adattissimo ad accompagnare i bambini, grazie al particolare rapporto che riesce a stabilire con loro: molto docile e paziente, ama particolarmente il contatto con i bambini e ne apprezza le coccole e le carezze.
Anche i genitori possono stare tranquilli: gli asini non amano correre o saltare, ma camminano regolarmente senza accelerazioni. I bambini possono essere lasciati anche per lunghi tratti in loro compagnia. Sceglieranno presto se salire in groppa o accompagnarli al loro fianco, e stabiliranno presto un vero rapporto di amicizia con i loro animali.
In Umbria, tra la Val Nerina ed i Monti Sibillini, qualcuno sta tentando il coraggioso esperimento di riprodurre razze di cui rimangono pochissimi esemplari: si tratta de "La Mulattiera" di Roberto Canali. Nelle sue scuderie, tra Preci e Norcia, molti asini sono pronti ad accompagnare i bambini in semplici passeggiate o in veri e propri trekking, con tutta la classe o con la famiglia.
Caratteristiche del tracciato: escursione particolare, effettuabile solo con accompagnatori attrezzati.
Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini è stato istituito nel 1993 ed ha sede a Visso (Piazza del Forno,1, tel: 0737 - 97271, www.sibillini.net, mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) in Valnerina; il suo territorio copre una superficie di ca.715 kmq in due regioni, Umbria e Marche. Tra gli animali presenti nel Parco: lince, capriolo, martora, cinghiale, arvicola delle nevi, astore, aquila reale. Tra le piante l’albero predominante è, come in tutte le montagne appenniniche, il faggio. É un Parco assai attivo e pur nelle sempre maggiori ristrettezze di finanziamenti riesce a svolgere attività molto belle e interessanti; recente è la reintroduzione del cervo europeo, con una popolazione di oltre 60 esemplari; recente anche (ottobre 2008) la reintroduzione del camoscio d’Abruzzo. In questo modo due grandi mammiferi dopo decenni, se non secoli, tornano a percorrere i ripidi crinali dei Sibillini: è un fatto bello e importante sia per il riequilibrio ecologico del territorio del Parco, sia per la sua promozione turistica.
