Appennino Lagonegrese, Pollino
Appennino Lagonegrese, Pollino
Il Pollino è in assoluto uno dei massicci più belli e caratterizzati dell’Appennino; le sue cime principali non sono altissime, e sono tutte facilmente raggiungibili essendo raggruppate in cerchio attorno allo splendido piano del Pollino; ma i vasti boschi di faggio, gli straordinari pini loricati, simbolo del Parco, gli altopiani erbosi, le ampie creste sommitali, presenti come negli altri massicci calcarei dell’Appennino, hanno qui un fascino particolare, forse dovuto a un maggior senso di wilderness dovuto alla minore pressione dell’uomo, e in particolare dei turisti e degli escursionisti.
Meno noto, il gruppo vicino dell’Orsomarso (non trattato qui in quanto le sue cime non toccano i 2000 m) ha ambienti estremamente interessanti e soprattutto selvaggi, è ritenuto infatti una delle aree naturali più integre d’Europa; fa parte del Parco Nazionale.
Il Sirino è invece purtroppo deturpato da una strada che arriva fin quasi sulla vetta e dall’autostrada che gli passa sulle pendici occidentali; proprio dall’autostrada il Sirino si lascia ammirare con i suoi bei boschi di faggio e i pascoli erbosi che giungono fin sulla vetta; non è incluso nel Parco Nazionale.
Premessa: il Parco Nazionale del Pollino, il più grande d’Italia, è fra i pochi del meridione che può vantare montagne di considerevole altezza, con ampi panorami sul Tirreno e sullo Jonio, tra Pini Loricati (albero simbolo del Parco) millenari.
Ultimo avamposto a Sud tra Calabria e Basilicata, con vette che superano i 2000 m, il Parco del Pollino, racchiude un insieme di diversità, di contrasti, di aspetti paesaggistici e naturalistici incontaminati che associati ai valori culturali e umani presenti e gelosamente conservati rende questi luoghi ancora unici ed affascinanti.
Con i suoi panorami selvaggi, ai confini tra realtà e sogno, dove alba e tramonto assumono colori trascendentali, si impone come affascinante meta per tutti quelli che amano la montagna.
Un viaggio nel Pollino è carico di significati, che vanno al di là della semplice escursione, ma diventa scoperta di un mondo, dove il territorio, gli animali e gli uomini che lo abitano appartengono a quel tempo che viene scandito dalle leggi della natura.
Premessa: il Parco Nazionale del Pollino, il più grande d’Italia, è fra i pochi che può vantare montagne di considerevole altezza, con ampi panorami sul Tirreno e sullo Jonio tra i millenari Pini Loricati nobilissimo simbolo del Parco.
Ultimo avamposto a Sud tra Calabria e Basilicata, con vette che superano i 2000 m, il Parco del Pollino, racchiude un insieme di diversità, di contrasti, di aspetti paesaggistici e naturalistici incontaminati che associati ai valori culturali e umani presenti e gelosamente conservati rende questi luoghi ancora unici ed affascinanti.
Con i suoi panorami selvaggi, ai confini tra realtà e sogno, dove alba e tramonto assumono colori trascendentali, si impone come affascinante meta per tutti quelli che amano la montagna.
Un viaggio nel Pollino è carico di significati, che vanno al di là della semplice escursione, ma diventa scoperta di un mondo, dove il territorio, gli animali e gli uomini che lo abitano appartengono a quel tempo che viene scandito dalle leggi della natura.
Premessa: la montagna che da nome al gruppo offre belle creste in parte rocciose e splendide dorsali panoramiche. Nessuna delle vie che portano alla vetta è difficile, tutte invece offrono grandi soddisfazioni per l’ambiente selvaggio; la vetta è poi più un piccolo pianoro che una cima vera e propria: è piacevole sostarvi qualche tempo e gironzolare, se il tempo è bello, tra le cime secondarie e i valloncelli che le dividono. La via che si propone non è la più breve nè forse la più frequentata; è però la più bella e varia, e attraversa gli straordinari piani di Pollino; inoltre permette, con poco sforzo in più, di concatenare a questa cima anche quella di Serra Dolcedorme. In alternativa è data quella che è da considerarsi la via normale, che dall’Impiso arriva al colle Gaudolino e sale per la cresta sud-ovest.
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