In appennino centrale, sui desolati e aridi rilievi e anche a quote più basse dove non manca il verde e la sentieristica abbondano stazzi, bivacchi e rifugi non gestiti. Residui della passata pastorizia o tipico esempio di strutture rifugistiche ormai in disuso nell'appennino.
Queste strutture possono essere utili in casi di emergenza o per programmare fermate su itinerari molto lunghi.
Un gesto di operosa civiltà suggerisce di lasciare il rifugio in una condizione anche di poco migliore di come lo abbiamo trovato. Se ciascuno riuscisse ad apportare un minimo di miglioria all'ambiente interno del rifugio, stazzo, o bivacco che sia probabilmente in appennino questi non si troverebbero nello stato deprecabile nel quale in realtà si trovano (fatte rarissime eccezioni).
Situato alla base del selvaggio e remoto Vallone del Monte, uno dei tre grandi valloni del versante settentrionale del monte Corvo, il rifugio del Monte è uno dei più isolati del gruppo, uno di quelli dove la notte è del tutto buia e il silenzio totale; recentemente ristrutturato in modo eccellente, con pannelli solari sul tetto e un fonte con rubinetto accanto con acqua abbondante e ottima anche in estate, il rifugio è un posto meraviglioso dove cercare una wilderness ancora profonda e reale. Si raggiunge da Prato Selva in ca. 2 h (v. itinerario monte Corvo, un magnifico anello).
Il rifugio di Coppo dell’Orso non è tra i più alti dell’Appenino, ma certo tra i più panoramici, situato com’è a 1870 m sulla dorsale che divide la valle Martina da Valle Fossate. L’escursione che vi arriva dalla Madonna della Lanna, in fondo alle Vallelunga, è lunga, ripida e faticosa, ma l’escursionista è ripagato dalla grande bellezza e wilderness del luogo, che fa di questo rifugio uno dei più remoti dell’Abruzzo.
Dal rifugio poi le possibilità di esplorazione dei dintorni sono molte e varie, e di grande bellezza.



