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Alba Fucens è un interessantissimo sito archeologico di montagna; si trova alle pendici del monte Velino ad una quota di quasi 1000 m, nel cuore della Marsica, al limite sud-occidentale della conca del Fucino. È infatti da questa conca che la città, italica e romana, prese il suo nome, dato che dall’abitato si ammirava l’alba sul lago del Fucino.
Il territorio del sito è oggi parte del Comune di Massa d’Albe, mentre intorno ai ruderi, scavati a partire dai primi anni dopo la seconda guerra mondiale, sorge l’attuale borgo di Alba Fucens.
La città romana nasce intorno al 300 a.c., strategicamente posta a controllare e sfruttare l’importane via di comunicazione costituita dalla via Tiburtina Valeria, che collegava il Tireno con l’Adriatico.
Come racconta anche Tito Livio, la città fu inizialmente popolata da 6000 coloni, che la edificarono e la cinsero di una prima cinta muraria, necessaria per difendersi dalle popolazioni degli Equi e dei Marsi, che non accettavano facilmente quella presenza romana nel loro territorio; i numerosi attacchi tuttavia non ebbero successo, e la città potè svilupparsi.
La città partecipò con 2000 soldati alla Seconda Guerra Punica; successivamente divenne, vista la propria collocazione in mezzo alle montagne, un luogo dove esiliare re stranieri sconfitti, come Siface re di Numidia, Perseo re di Macedonia, Bituito, re degli Arverni.
La città superò con alterne vicende le guerre della fine del periodo repubblicano per attraversare il suo periodo di massimo splendore con l’Impero, specie dopo la bonifica del lago del Fucino voluta dall’Imperatore Claudio; in quest’epoca prosperarono commercio e agricoltura, come testimoniano lo sviluppo urbanistico della città, con l’allargamento delle terme e la costruzione del grande anfiteatro, oggi forse il monumento più interessante dell’area archeologica.
A partire dal V secolo inizia la decadenza, legata alla decadenza del sistema imperiale nel suo complesso: prima le invasioni barbariche, poi le guerre gotiche e infine le scorrerie dei saraceni portarono all’abbandono progressivo della città (citata un’ultima volta nelle fonti da Procopio nel 537), con i pochi abitanti rimasti che si chiusero nell’attuale castello e borgo medioevale, più piccoli e facilmente difendibili.
La città sparì sottoterra, per essere riscoperta e scavata da archeologi belgi guidati da Fernand De Visscher. Oggi l’area archeologica copre parte del totale dell’area urbana romana, inserita in una cinta di mura di quasi 3 chilometri di lunghezza. Tuttavia l’area scavata è di notevole interesse sia in sé sia per lo straordinario contesto naturale montano in cui è inserita. Oggi è visibile l’area del Foro, del mercato e soprattutto del grande anfiteatro. Vi erano anche numerosi edifici religiosi, tra cui un tempio dedicato ad Apollo su cui intorno al 1000 fu edificata la piccola ma affascinante chiesa di S. Pietro, una delle più interessanti chiese romaniche della Marsica.
Anche se il sito è sempre aperto e visitabile senza guide o permessi, si consiglia di concordare una visita guidata con la coop. Alba Fucens: le eccellenti guide della cooperativa arricchiscono la comprensione e rendono più vivaci le rovine della città.
Informazioni: coop. Alba Fucens, www.albafucens, info, e-mail:
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, tel. 0863 3449642, 338 8789548
Informazioni di Dettaglio
- Regione Italiana: Abruzzo
- Area Appenninica: Appennino Centrale
- Come Arrivare: Autostrada A 25 Roma Pescara fino a Magliano de’Marsi, da cui prendere per Ovindoli – Rocca di Mezzo; dopo pochi chilometri, al bivio per Alba Fucens girare a destra e parcheggiare nella piazza del paese (piazza della Scuola).
- Quanto tempo ci vuole?: 2-4 Ore
- Adatto a: Adulti di Tutte le Età
- Stagione Suggerita: Qualsiasi
- Abbigliamento Suggerito: Di media montagna, a seconda della stagione.
Alberto Osti Guerrazzi
Romano di origini toscane, è uno dei soci delle Edizioni il Lupo ed è autore de "I 2000 dell'Appennino" e co-autore di "Bambini in Appennino" e di molti altri libri dedicati alla montagna. Socio attivo del Club 2000m è un vero appassionato di montagna, con il libro dedicato ai 2000 metri dell'Appennino ha dato un importante contributo alla diffusione dell'escursionismo in centro Italia.
Sito web: www.edizioniillupo.it

