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Etica dell'Andare in Montagna

Etica dell'Andare in Montagna

Etica dell'Andare in Montagna

Se la montagna è di tutti, e tale deve essere, perché non dovrei invaderla con un quad o con un SUV? È giusto moltiplicare gli impianti sciistici devastando le montagne perché questi portano ricchezza e posti di lavoro? È giusto preservare la natura della montagna o questa non è altro che un potenziale valore da sfruttare con tutti i mezzi ove se ne ravvisi la possibilità?  Perché dovremmo rispettare l’ambiente montano (come del resto ogni ambiente naturale)?
Ricordo un manifestino affisso su un muro di Castel di Tora, magnifico piccolo borgo del Lazio montano; elencava con molta immediatezza i motivi per cui l’affissore era contrario alla nascita (poi per fortuna avvenuta) della Riserva dei monti Cervia e Navegna:  se arriva il Parco non si potrà più sbancare, costruire, cacciare, disboscare, riversare rifiuti, aprire strade, e altre ragioni, tutte su questo tenore.
Dal punto di vista dell’affissore tutto ciò può anche essere comprensibile, è seccante non poter fare tutta quella serie di cose sul territorio su cui si vive, pare una limitazione alla propria libertà; ma l’etica insegna che la propria libertà finisce dove comincia quella degli altri. Il “quod” ad esempio: può essere divertente percorrere a gran velocità boschi e praterie. Ma, inquinamento a parte,  il disturbo che il rumore e il trambusto provocano infastidisce pesantemente chiunque altro voglia godere della natura dei monti; e inoltre disturba pesantemente gli animali del territorio, cosa che per molti è ancora di rilievo molto minore.
L’etica in montagna, come ovunque, significa essenzialmente rispetto per l’altro, umano o meno che sia; e allora, l’apertura di un nuova stazione sciistica magari garantisce per qualche anno una certa ricchezza a un gruppo, spesso ristretto, di persone, ma non rispetta il diritto dei viventi o nascituri a godere d un ambiente naturale montano integro, popolato della sua fauna e flora. Così anche chi lascia rifiuti su un percorso escursionistico, o chi lo invade con rumori e chiasso.
Non sono molti gli ambienti naturali montani interamente o parzialmente integri in Appennino; popolato da millenni, è un territorio fortemente antropizzato; dovrebbe allora essere compito di tutti coloro che lo amano cercare di preservare il più possibile, e in ogni modo, quanto della natura di queste belle montagne è rimasto.

Il film di Alberto Sciamplicotti su Giorgio Daidola, telemarker torinese classe 1943, ha ricevuto la menzione d'onore al Festival del Cinema delle Orobie.

Sabato 22 Dicembre 2012 - Alberto Osti Guerrazzi - Leggi tutto...

Cominciai a fare escursioni in montagna da ragazzo, più che altro per tradizione familiare

 

Mercoledì 19 Dicembre 2012 - Piero Lancia - Leggi tutto...

C’è un socio del CAI di Frosinone che, come molti, è un grandissimo amante della montagna, uno che vive la montagna come contatto profondo con la natura, libertà, riappropriazione della dimensione più vera della persona.

Va spesso in montagna, ogni volta che può; adesso che è anche in pensione, va ancora più spesso, quasi ogni settimana.
Sale, però, una sola montagna, il monte Viglio (2156 m), massima cima di quel bel gruppo di monti appenninici che sono i Simbruini - Ernici.

Mercoledì 30 Novembre 2011 - Alberto Osti Guerrazzi - Leggi tutto...