Il bunker del Soratte, mistero dell’Appennino, si presenta
Scritto da Aldo Frezza-
Dimensione carattere
Riduci grandezza carattere
incrementa grandezza carattere
- Stampa
|
Chi non è stato presente domenica 18 marzo a Sant’Oreste, il paesino alle falde del Monte Soratte, ha perso la ghiotta occasione di partecipare ad una visita guidata straordinaria ad uno degli ultimi, grandi “Misteri dell’Appennino”. La visita era la conclusione di un convegno di studi sulla storia del bunker, svoltosi nello stesso pomeriggio al Teatro Comunale, nel quale è stato presentato il libro “Misrteri e segreti dell’Appennino” delle Edizioni Il Lupo. A seguire, interventi dello storico Amedeo Osti Guerrazzi, Gregory Paolucci, presidente dell’Associazione “Bunker Soratte”, William Sorsenti, presidente di “Avventura Soratte”. Sono stai rievocati i tanti misteri del luogo e le sue diverse “destinazioni d’uso” attraverso gli anni. Da luogo dove, vuole la leggenda, Bonifacio VIII avrebbe nascosto i suoi archivi, a bunker militare fatta costruire in principio da Mussolini, poi utilizzata dall’esercito tedesco e dal generale Kesserling per dirigere le operazioni militari nell’Italia del sud, poi bombardato dagli alleati e infine, negli anni della guerra fredda, la sua trasformazione in rifugio antiatomico. Ma il mistero permane, e ancora qualcuno parla di tesori nascosti tra i suoi spessi muri di cemento armato…. Alla fine del convegno, la visita alle gallerie, eccezionalmente a titolo gratuito per gli intervenuti. Per le prosime visite al bunker, invece, ci si dovrà rivolgere all'Associazione "Bunker Soratte" (www.bunkersoratte.it), mentre per le escusioni al monte si può fare riferimento ad “Avventura Soratte” (www.avventurasoratte.com). Il 12 e il 13 maggio, festa del patrono, poi, le gallerie saranno illuminate e popolate da figuranti in costumi dell’epoca. |
Aldo Frezza
Ha arrampicato, sciato, camminato, pedalato, sudato su per l'Appennino, le Alpi italiane e francesi, l'Africa, la Patagonia e l'Himalaya, anche se il suo cuore rimane legato alle cime, alla gente e ai paesaggi del suo Appennino Centrale.
Sito web: www.facebook.com/aldo.frezza
