Da non perdere: mostra di Steve Mc Curry a Roma
Scritto da Aldo Frezza-
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Chi non lo ha ancora fatto, si affretti al Macro Testaccio, a Roma: sono gli ultimi giorni della mostra di Steve Mc Curry, che rimarrà aperta fino al 29 aprile.
Steve Mc Curry, forse il più famoso e premiato tra i fotografi di ogni tempo, ha illustrato con i suoi lavori per National Geographic vita quotidiana, le guerre, le lacrime, le risa, i volti dell’umanità di molte parti del mondo, soprattutto delle zone di cui è specialista: l’Asia Centrale ed il sud est asiatico. Alcune sue immagini sono ormai celeberrime, come il volto della bambina afgana diventata una delle icone del XX secolo.
Ma perché ne parliamo noi di Appennino.tv, così lontani dalla vita e dalle realtà del continente asiatico? Intanto, le immagini in mostra sono bellissime e meritano di essere viste; poi, se è consentita una piccola notazione personale, chi scrive ha avuto la fortuna di essere allievo di Mc Curry, tanti anni fa.
Ma, soprattutto, pochi sanno che Mc Curry ha avuto un’importante esperienza lavorativa e di vita in Appennino. Vi ha soggiornato a lungo, alcuni anni fa, per realizzare le foto del libro “Il cammino di Francesco”. Si tratta di un reportage sui luoghi cari al santo, nel Reatino, che ora sono percorsi in gran parte dall’itinerario che porta il suo nome: monasteri, boschi e sentieri visti dall’occhio attento e sensibile del grande fotografo
Sul suo soggiorno nella valle Santa di Rieti Mc Curry ha detto in un’intervista: "(...) è stata una di quelle esperienze che si vivono una volta nella vita. Il percorso si snoda attraverso alcuni dei più bei paesaggi che il pianeta possa offrire. Visitare gli antichi santuari è stato realmente come fare un salto indietro nel tempo. Ho visitato anche molti dei paesini che circondano la valle e sono stato travolto dall'ospitalità degli abitanti e dal loro modo caloroso di accogliermi."
Alcune foto scattate durante il suo soggiorno nel Reatino, insieme ad altre dedicate a vari luoghi italiani – omaggio ai 150 anni della nostra storia – sono visibili nella mostra romana.
Aldo Frezza
Ha arrampicato, sciato, camminato, pedalato, sudato su per l'Appennino, le Alpi italiane e francesi, l'Africa, la Patagonia e l'Himalaya, anche se il suo cuore rimane legato alle cime, alla gente e ai paesaggi del suo Appennino Centrale.
Sito web: www.facebook.com/aldo.frezza
