La nascita del Lago del Fucino
Scritto da Alberto Osti-
Dimensione carattere
Riduci grandezza carattere
incrementa grandezza carattere
- Stampa
Una leggenda locale racconta di come la conca del Fucino sia nell’antichità diventata un lago; già, perché ben prima dei tentativi dell’Imperatore Adriano e poi di quelli, riusciti, del Torlonia a metà ‘800, la conca era libera dalle acque, ed era ricca e prospera per l’agricoltura che, come oggi, vi si praticava. Al suo centro poi si trovava una grande città, Marsiglia, o Marsia, città dei Marsi, popolosa di oltre centomila abitanti.
Molto tempo fa Gesù Cristo percorreva il nostro mondo per sincerarsi di come si comportassero i suoi fedeli; in una di queste visite si trovò a passare per Marsia, nei panni di un povero e lacero viandante.
Era inverno, faceva freddo e stava calando la notte; Gesù, arrivato nella ricca e popolosa città, si mise a cercare un ricovero e qualcosa da mangiare, e lo chiedeva ai più ricchi tra i Marsi, a quelli proprietari di belle e comode case, dove evidentemente non mancava nulla.
Ma questi lo scacciavano con male parole, senza dargli neppure un tozzo di pane da mangiare; allora Gesù passò ai quartieri più poveri, ma anche lì non trovò migliore accoglienza.
Stanco e avvilito si avvicinò ad una misera e cadente catapecchia, dove al suo bussare gli aprì una vecchia dall’aspetto miserevole quanto la sua abitazione: “entra” rispose la vecchia “se puoi adattarti a condividere la mia miseria, sei il benvenuto”.
La vecchia aveva davvero poco: dividendosi un tocco pane raffermo e delle verdure di campo i due parlarono e la vecchia raccontò al Cristo di come fosse da tempo vedova, e di come successivamente alla vedovanza avesse perso in guerra entrambi i figli; ora era sola, e viveva di quel poco che trovava nei campi e nei boschi e del misero orticello che coltivava accanto alla catapecchia; “ma anche tu sei povero e stanco” diceva rivolta a Gesù “noi poveri dobbiamo aiutarci, se altri non ci aiuta”.
Il giorno dopo Gesù riprese il suo cammino, e pregò la vecchia di accompagnarlo per un tratto così da mostrargli la strada che attraversava i monti a sud; nel mentre camminavano la vecchia notava come l’aspetto del viandante mutava, che non appariva più lacero e smunto ma forte, come splendente. Non disse nulla, fu Gesù che a un certo punto le disse: “non fermarti, e da adesso non voltarti mai fino a che non saremo a Trasacco”.
La vecchia si sorprese, ma l’aspetto sorprendentemente mutato del viandante gli incuteva rispetto, e fece come gli era stato detto.
Dopo qualche tempo i due arrivarono a Trasacco; e proprio quando erano alle prima case il viandante miracolosamente scomparve in una nuvola; la vecchia allora capì che il viandante era il Cristo, si segnò e si voltò; e al voltarsi gli apparve una visione straordinaria, che la fece quasi svenire per la sorpresa e lo spavento: al posto della vasta conca di campi arati dove al centro sorgeva la grande città di Marsia ora luccicava sotto il sole un’immensa, tranquilla, immota distesa di acque.
Tratto da una testimonianza orale e da Leggende e Racconti Abruzzesi, di Ireneo Bellotta, Newton Compton Editori
