Grotte e Cavità Sotterranee
Come escursionisti, ancor più come alpinisti siamo abituati a pensare alle montagne come un insieme di cime, creste, crinali, spesso coperte di boschi, foreste e solcate da valli in cui scorrono torrenti tortuosi. La montagna invece nasconde, nel suo cuore più segreto, le più le bizzarre fantasie dalla natura. Le grotte e le cavità sotterranee che ritroviamo anche in Appennino sono sicuramente fra le espressioni della natura più suggestive e curiose che si possano visitare. La sezione ospita informazioni escursionistiche, quando non meno turistiche su questi di indubbio interesse...
La “Grotta del Gesso” si trova ad una quota di oltre 1.300 metri sul livello del mare, sul lato anteriore e poco al di sotto della sommità del “Palumbaro” (parte orientale del Monte Mutria), in territorio di Pietraroja (BN) che, com'è noto, è la "patria" del celeberrimo fossile di dinosauro "Scipionyx samniticus", meglio noto come "Ciro", famoso in tutto il mondo.
Se non è Appennino il piccolo massiccio di Monte Orlando cosa lo è veramente? Conosciuto per le falesie a strapiombo sul mare il massiccio del Monte Orlando è conosciuto più per le falesie di “Gaeta”, un luogo dal fascino unico che ha in se due meravigliose sorprese per il turista: la più nota Montagna Spaccata e la Grotta del Turco. Entrambe si possono visitare in una sola giornata.
Le virgolette che racchiudono la parola “grotte”, nel titolo dell’articolo, non sono casuali. In realtà non di vere grotte naturali si tratta, ma di una vera e propria seconda città di Camerano, sotterranea, praticamente parallela a quella che appare in superficie, scavata nell’arenaria a vari livelli di profondità.
Possiamo dire a buon diritto che non c’è la sola Camerano che appare a chi percorre le tranquille strade dell’Appennino Marchigiano alle spalle del Conero, già di per sé interessante, con un bel centro storico e bei palazzi nobiliari.

