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La montagna è un tema classico della fotografia paesaggistica, certamente affascinante e di sicura suggestione estetica. Ma perché ci piacciono tanto le fotografie paesaggistiche allungate nelle proporzioni allungate orizzontalmente?
Il motivo è molto semplice e dipende da un fattore strettamente biologico.
Gli occhi sono disposti uno vicino all'altro su un asse orizzontale. Questa disposizione naturale degli occhi ci fa percepire con maggior facilità le immagini disposte orizzontalmente piuttosto che quelle disposte verticalmente. Basti osservare come possa risultare maggiormente piacevole l’osservazione una fotografia disposta orizzontalmente rispetto ad una simile ma con l’asse maggiore disposto verticalmente.
Spesso siamo tornati a rivedere le fotografie e abbiamo avuto la sensazione che la fotografia fosse in qualche modo "chiusa", "tagliata", "repressa", questo perché con gli obiettivi comuni da 35 mm (specie quelli degli apparecchi digitali) non abbiamo la possibilità di comprendere in un solo fotogramma un ampio paesaggio, per questo nella fotografia dei paesaggi sono insostituibili gli obiettivi grandangolari. Questo genere di obiettivi, da montarsi unicamente su apparecchiature reflex, facilita il lavoro quando si desidera evidenziare la vastità degli spazi o più semplicemente comprendere in un'unica inquadratura un ampio panorama. Purtroppo il difetto dell’obbiettivo grandangolare è quello di riprodurre uno strano effetto di curvatura della linea dell’orizzonte, o degli oggetti del paesaggio, curvatura che non sempre risulta esteticamente piacevole.
Attualmente esistono delle fotocamere digitali provviste di pratici programmi capaci di generare con un unico scatto foto panoramiche di grandi dimensioni. I risultati sono spesso molto interessanti.
Per quanto riguarda la fotografia panoramica in Appennino va detto che spesso la foto panoramica appiattisce le cime. In effetti in 'appennino, dove i dislivelli fra le cime assai più modesti che su altre catene montuose, la fotografia panoramica rischia di rendere ancora più piatto e morbido il panorama. Sicuramente la fotografia panoramica, opportunamente utilizzata, consente di esaltare ad esempio la profondità di alcune valli. La fotografia panoramica utilizzata in modo verticale (e non solo orizzontale) consente di fotografare dal'alto in basso una valle esaltandone la profondità.
Consigliamo apparecchi che hanno programmi panoramici che con un solo scatto producono una foto panoramica. Sconsigliati gli apparecchi fotografici con il così detto Stich Assist programmi che vanno installati sui computer che consentono la cucitura della forografia solo in un secondo momento. Questi programmi sono lunghi e laboriosi e richiedono una post-lavorazione spesso noiosa. Se poi si ha l'abitudine di scattare numerose foto ancora allora si rischia di perdere un mucchio di tempo a ricucire le foto.
Bibliografia per gli approfondimenti:
- Guida alla Fotografia - Carlo delle Cese - Arnoldo Mondadori (1982)
- Fotografia digitale - Ben Long - Apogeo (2002)
- Come si fa una fotografia digitale - Enzo Borri - Tecniche nuove (2004)
Giorgio Carrozzini
Giorgio Carrozzini è nato il 5 Luglio 1972, fino al 2003 ho havuto vita piuttosto comune: la scuola dell'obligo, l'università mai conclusa, il primo lavoro e poi la famiglia ed in fine i figli.
Creatore del Sito www.ariasottile.net e poi co-fondatore del Gruppo Escursionistico Aria Sottile intraprende numerosi progetti nello spirito della diffusione dell'informazione sui temi della montagna dedicato particolare attenzione all'amato Appennino.
Per conoscere meglio Giorgio Carrozzini...
Sito web: www.stilealpino.com

