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Un’ottima occasione per rilanciare l’immagine del nostro amato Appennino, anche su riviste nazionali?
Ce la offre la Rivista “Meridiani montagna”, che ha lanciato l’iniziativa, patrocinata dal Club Alpino Italiano, di un sondaggio per eleggere i 12 rifugi alpini ed appenninici più amati dagli alpinisti italiani (ma non solo).
Il Rifugio Angelo Sebastiani si trova sulla strada della sella di Leonessa, ai piedi della parete est del Terminillo; ...
anche se raggiungibile in auto il rifugio, per la posizione e la bellezza del luogo offre vere sensazioni di alta montagna, specie se si decide di passarvi una notte in una delle sue semplici ma confortevoli camere.
Il rifugio di Coppo dell’Orso non è tra i più alti dell’Appenino, ma certo tra i più panoramici, situato com’è a 1870 m sulla dorsale che divide la valle Martina da Valle Fossate. L’escursione che vi arriva dalla Madonna della Lanna, in fondo alle Vallelunga, è lunga, ripida e faticosa, ma l’escursionista è ripagato dalla grande bellezza e wilderness del luogo, che fa di questo rifugio uno dei più remoti dell’Abruzzo.
Dal rifugio poi le possibilità di esplorazione dei dintorni sono molte e varie, e di grande bellezza.
Il rifugio è situato a 894 m s.l.m. all'interno del perimetro del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.
Si trova nella valle dell'Oia al'interno del Comune di Stia, zona Casentino, Provincia di Arezzo. Siamo in una Toscana diversa,di faggi e abeti, di pievi e borghi arrocati,di sapori forti e decisi...
Il Rifugio Vincenzo Sebastiani è uno dei luoghi classici dell’escursionismo appenninico, forse perché è un rifugio nel vero senso del termine, in quanto raggiungibile solo con lunghi avvicinamenti a piedi o con gli sci: ...
costruito nel 1922 e inaugurato dal Duca degli Abruzzi, è stato più volte fatto oggetto di atti vandalici da parte dei cacciatori della zona, che lo consideravano un possibile impedimento alla loro totale libertà di far strage della fauna locale.
“Il rifugio Carlo Franchetti è situato in bellissima posizione nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso.
Edificato sul finire degli anni '50 dalla sezione romana del C.A.I. è stato inaugurato nel 1960.
Costruito interamente in pietra calcarea e rivestito in legno sorge a 2433 m. di quota su uno sperone roccioso, al centro del Vallone delle Cornacchie.
Il rifugio si trova nella parte settentrionale dell’Alpe di Catenaia, nel territorio del Comune di Chitignano, a 970 metri di altezza.
Da Rassina (AR), si seguono le indicazioni per Chitignano-Chiusi della Verna; oltrepassato Chitignano, si prosegue per altri 4 km fino alla località “Villa Minerva”, dove si incontra sulla destra la strada forestale (sentiero CAI 025).
Premessa: non credo sia possibile immaginare un rifugio più bello del rifugio La Vecchia, sulla cresta che da Rovere sale al monte Sirente: una piccola casetta di legno e pietra con il tetto ricoperto di erba incastonata sul fianco della montagna, tra i boschi di faggio; si arriva lì e pare di vivere una favola; la porta è sempre aperta e dentro la casetta è bella come fuori, una piccola stufa di rame, mobiletti di legno, tendine alle finestrelle minute, alcuni libri e giornali per passare il tempo (quando vi salii tra i giornaletti c’erano anche un paio di Tex). Insomma, un luogo fatato, che si raggiunge con una passeggiata non breve ma non faticosa che pian piano ci porta in un altro mondo, prima sul fianco del monte tra bei faggi e poi attraverso selvaggi pianori carsici fino alla casetta di legno e di erba.
Il percorso dell’escursione è stato di recente segnato, ma rimane di difficile orientamento in caso di scarsa visibilità; in tal caso è bene rimandare la gita.
Caratteristiche del tracciato: escursione di media montagna priva di difficoltà. Niente acqua lungo il percorso. Attrezzatura classica da escursioni di media difficoltà, scarponcini, mantellina, bastoncini, borraccia, binocolo, macchina fotografica. Da evitare nella stagione invernale o all’inizio della primavera.

