Parchi, Riserve e Aree Protette (12)
L’Appennino è stato oggetto di speculazioni edilizie e sciistiche davvero deturpanti, che hanno violentato la natura spesso inutilmente; negli ultimi anni questo scempio si è assai ridotto, e pareva che ormai le buone notizie superassero le cattive. Tra quelle positive, forse più di tutte era che da qualche tempo ormai quasi tutti i grandi gruppi montuosi dell’Appennino sono stati posti sotto la protezione dei Parchi, sia nazionali sia regionali; ed anche se molti di questi non hanno superato la difficile fase di avvio, sia per le resistenze di alcune parti delle popolazioni locali (in primis la vasta specie dei cementificatori, poi quella dei cacciatori, oggi per fortuna in via di lenta ma progressiva scomparsa), sia per la scarsità di fondi nazionali e regionali; purtroppo la questione dei finanziamenti è centrale, e il fatto che tutte le ultime finanziarie abbiano visto drammatiche decurtazioni non ha aiutato i parchi a crescere, anche e soprattutto come strumento di sviluppo per le popolazioni locali.
Purtroppo in questi ultimi anni la situazione non è cambiata: è nato un solo nuovo Parco Nazionale, quello dell’Appennino Tosco-Emiliano (che peraltro raggruppa tre Parchi regionali pre-esistenti), i finanziamenti sono in continuo calo, spesso i Parchi vengono commissariati o affidati a presidenti con esperienze e interessi in settori ben diversi. E poi ci si chiede perché non decollino! Ma almeno ci sono, e la speranza è che in un futuro non troppo lontano possano diventare tutti come il Parco Nazionale d’Abruzzo, che ha magnificamente protetto la natura e nel contempo ha arricchito le popolazioni locali, non solo economicamente ma anche e soprattutto culturalmente. Alcuni di questi Parchi nonostante tutto stanno avendo risultati interessanti, come il Parco dei Sibillini e quello del Gran Sasso; più avvilente è la situazione di altri, ad esempio il Parco Regionale del Sirente Velino, dove sembra che gli unici settori che portino “sviluppo” siano quelli sciistico ed edilizio, e viene addirittura realizzato un tunnel stradale tra Campo Felice e l’altipiano delle Rocche!
Ora, giugno 2011, pare che la situazione stia ulteriormente peggiorando: non solo non si trovano fondi per i Parchi, ma se ne trovano, e in grande quantità, per progetti devastanti, soprattutto in ambito sport invernali; il progetto di fare del Velino il più grande comprensorio sciistico del Sud Europa è semplicemente folle: devastare un intero Parco (gli impianti dovrebbero collegare Ovindoli a Campo Felice, con tutta una serie di nuove piste ed impianti ai Piani di Pezza e al rifugio Sebastiani) significa limitare la sua “fruibilità” turistica a soli 2-3 mesi all’anno, cancellando per sempre la sua crescita sul modello del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise, che sul turismo sostenibile a costruito la sua fama, anche e forse soprattutto all’estero, generando così una ricchezza distribuita tra una larghissima parte della popolazione residente. Invece, il progetto del Velino sembra tanto una super-speculazione che arricchirà pochi costruttori senza portare lavoro e sviluppo alla stragrande maggioranza della popolazione.
Altri Parchi per fortuna non sono, al momento, oggetto di speculazioni clamorose, e si spera che governanti meno miopi riconoscano la loro valenza per lo sviluppo dei territori e ricomincino a finanziarli e farli crescere come si dovrebbe.
Qui di seguito, suddivisi per area geografica e gruppo montuoso, riportiamo l’elenco dei principali di questi Parchi, con l’indicazione dei gruppi montuosi che ne fanno parte e che di solito gli danno il nome; in ogni capitolo relativo ai singoli gruppi indicheremo poi alcuni riferimenti utili per contattarli.
