Dopo l’esperienza con la rivista Sciare dove ho raccontato le piccole stazioni del centro sud oggi grazie agli amici di Appennino.tv ho il piacere di poter finalmente parlare del comprensorio Roccaraso Aremogna, Pizzalto e Monte Pratello.

Nel descriverlo, mi sono posto l’obbiettivo di raggiungere le tre vette over 2000 metri che sono a ridosso dell’arrivo delle cabinovie.Raggiunto il parcheggio del Pratello dove il grande Salvo Ferrara, il Prof. per gli amici, mi aspetta per un caffè e per informarmi sulle condizioni meteo prima di pubblicare le foto sul gruppo Oggi è così si scia.

Monte Pratello

Si parte per raggiungere la cabinovia di Monte Pratello, uno scambio di battute con Emilio Iarussi “Il capitano”, colui che gestisce a monte gli impianti e vado verso il mio primo obbiettivo. Prima di mettere gli sci, con pochi passi tocco la croce di vetta sita a 2046 metri, ogni tanto un aiutino per aumentare la collezione di 2000 raggiunti ci vuole!

Giornata di sole con una neve eccezionale che consente di sciare al top potendo ammirare le grandi catene montuose del Gran Sasso, del Greco e della Majella. Dopo una sosta ristoratrice al rifugio “il Prato” si riprende  a sciare in direzione Pizzalto. Lungo il percorso si può riscendere sulla bellissima pista Bosco, o più avanti per le Crete rosse dove è situato l’omonimo e nuovissimo, rifugio a ridosso della seggiovia, inaugurata a gennaio 2019 che conduce in breve a Pizzalto.

Si scende lungo la pista Paradiso che prende nome dalla famosa Baita ormai meta consueta per tutti gli sciatori che amano l’aperitivo e il doposci sulle piste dove la musica live la fa da padrone.

Da qui ci dirigiamo verso l’Aremogna dove in breve, sempre comodamente in cabinovia, e senza vergogna tocchiamo la vetta del nostro secondo 2000 di giornata, monte Toppe del Tesoro 2200 mt.

Inutile dirvi che con il sole il paesaggio che si incontra è unico e definirlo spettacolare è poco con il versante nord del Monte Greco sempre carico di neve.

Se provi a girarti lo scenario è quello simile ad una stazione del nord normalmente sovrastata da tante montagne e invece la cosa stupenda è che siamo in Appennino!

Le piste

Qui puoi scegliere varie piste dalla nera all’azzurra ma optiamo per la nera Rocce Bianche, secondo me tra le piste più belle del comprensorio per qualità di neve e per caratteristiche tecniche. Un’ ultima pausa ristoratrice al rifugio Valleverde con l’amico Panfilo Pitassi e si riparte per l’ultima meta della giornata.

Tornati in quota, siamo pronti per la discesa lungo la pista Lupo per raggiungere la zona delle Gravare ultima tappa del nostro giro. Ci aspetta una doppia cabinovia modernissima da 10 posti che da un lato porta in alto al monte Gravare dall’altro in trasversale raggiunge, attraversando la strada dell’Aremogna, la zona di Pizzalto.

Monte Gravare con picche e ramponi

Per raggiungere l’ultima vetta, Monte Gravare, non possiamo più scherzare. Controllato il bollettino valanghe ci leviamo gli sci appena scesi dalla cabinovia e, ramponi ai piedi e piccozza nello zaino ci dirigiamo verso il dolce pendio di Monte Gravare. Risaliamo la cresta sud che in circa un’ora dopo poco più di 300 mt. di dislivello ci conduce alla terza ed ultima vetta di giornata. Nonostante la stanchezza rinunciamo a tagliare per il ripido e sempre ghiacciato versante nord e torniamo sui nostri passi, verso la pista azzurra “Monte Greco”.

Nuovamente sci ai piedi verso il parcheggio a goderci il meritato riposo.

Rino Barbato

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One thought on “I tre 2000 del comprensorio Alto Sangro”

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