Si è concluso poche ore fa il Workshop “Navegna Cervia Smart Natural Park”, organizzato dalla Riserva Naturale Monti Navegna e Cervia e dall’Università Roma Tre in collaborazione con la Fondazione Di Vittorio e Lazio Innova.

Perché “smart”? 

Il concetto di smart rimette in gioco, oltre alla questione del bene comune, le modalità dell’essere cittadini e il concetto stesso di cittadinanza. Un Parco “smart” è dunque un luogo nel quale, attraverso politiche diffuse e condivise, si aumenta la competitività e attrattività del territorio, con una attenzione particolare alla diffusione della conoscenza, alla crescita creativa, all’accessibilità e alla libertà di movimento, alla fruibilità dell’ambiente naturale, alla qualità del paesaggio e della vita dei cittadini e allo sviluppo sostenibile, avvicinando le ragioni della Natura a quelle dell’Uomo, utilizzando anche gli strumenti messi a disposizione dall’era digitale.

“L’essere smart è aldilà delle tecnologie, non è legato alla storia, ma è un modo di pensare”, spiega il Prof. Roberto Masiero dell’Università IUAV di Venezia, autore del libro “Dalla Smart city alla Smart Land”). “La fantasia è potere”, interviene il Prof. Zoran Djukanovic dell’Università di Belgrado.

Da questi due concetti è partita anni fa la mission portata avanti dal Direttore della riserva Luigi Russo e che ora mostra i suoi frutti: dalla Rete Hotspot in Riserva ad un sistema di videosorveglianza che include Riserva e Comuni, e progetti in fase di completamento, come la dislocazione all’interno delle aree naturali di Charge Point per ricaricare bici elettriche e smartphone, che prevedono anche la dotazione di contenitori di apparecchi defibrillatori. Un lavoro fondato sui concetti di “rete”, di “comunità” e di rispetto e valorizzazione ambientale.

«Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile» (San Francesco)

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