Più volte su queste pagine abbiamo parlato del Club2000m e di come la storia di questo club sia intrecciata con tanti racconti di salite sulle nostre montagne.

E’ un fatto che la competizione positiva indotta dal Club2000m abbia giovato alla frequentazione consapevole ed alla scoperta di gruppi montuosi altrimenti destinati all’oblio, od agli scarponi di pochi, romantici, appassionati.

Ricordiamo che la realtà Appenninica del Club 2000m, che vede quasi 1400 iscritti, ha la finalità di raggiungere TUTTE le 243 Cime riconosciute nell’elenco ufficiale situate fra i 2000 m ed i quasi 3000 m del Gran Sasso D’Italia di TUTTO l’Appennino Italiano, da quello Tosco-Emiliano fino a quello Calabro-Lucano, senza dimenticare quelle che si trovano fra Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio e Molise.

Francesco Mancini

E’ di questi giorni (11 ottobre 2019) la notizia che una “Grande Appenninista” (così si chiamano le persone che hanno salito almeno 200 cime over 2000 m della collezione) riceverà presto l’ambito scudetto di “Grandissimo Appenninista”.

La particolarità sta nell’averle salite (a volte anche ripetute) in solitaria!

Il totale delle vette salite è di 261, di cui 5 salite alpinistiche, ed è superiore a quello necessario per completare la raccolta del club che, ricordiamo, ne conta 243; le cime in più sono quelle che non possono essere sempre salite per motivi ambientali e di permessi necessari.

Riportiamo qui le parole di Rita a conclusione di questa splendida cavalcata, iniziata nel 2013 con la prima salita al Corno Grande.

Complimenti Rita!

La magia svanisce con il tempo, vivendo all’estero. All’inizio, la mia “nuova vita”, è stata meravigliosa! Presto ho scoperto una cultura, “diversa”. Ho cominciato a realizzare le differenze, rendermi conto dell’entità delle difficoltà che non ho potuto valutare prima del mio trasferimento in Italia. Giorno dopo giorno ho percepito un forte senso di nostalgia verso il mio paese d’infanzia. Per “sopravvivere”, dovevo reagire contro lo “ schock culturale”. Grazie alla scoperta del Club 2000 dell’Appennino ( per puro caso), avevo l’opportunità di ottimizzare, arricchire, ampliare ed approfondire questo soggiorno, con dei momenti unici, profondi ed indimenticabili. Seguivano anni meravigliosi! Ogni avventura nel mondo appenninico, gran parte in solitaria per via della mia esperienza di vita e della mia vasta disponibilità di tempo e scarsa conoscenza dei frequentatori dell’Appennino, passavo a descrivere il percorso con le sue difficoltà, integrando elementi basati sulla ricerca storica con citazioni di poeti, cantautori e scrittori italiani. Non mancava il suo contesto ambientale ( descrizione della flora e della fauna) e le mie sensazioni personali (citando alcune note di elaborazione dal mio passato). Attraverso l’Appennino ho scoperto a fondo il messaggio etico – politico: Sono passata in piccoli borghi, anonimi al turismo “classico”, dove regna una realtà contadina e rurale legata ancora a tradizioni “arcaiche”, succube di una politica autoritaria, se non parassitaria, che vive sulle spalle di gran parte della popolazione, priva di qualsiasi strumento di ribellione che trasuda attraverso i fatiscenti edifici locali.

La mia presenza come Svizzera, nonché “ extracomunitaria”, venuta a scoprire la bellezza dell’Appennino, dovrà essere un incentivo a portare la fama del Club Over 2000 oltre il confine, il quale, a partire del 01 Gennaio 2015 ha ottenuto il patrocinio, in buona parte Italia, non solo della Società Geografica Italiana, ma della FEDERTREK e di numerosi Club Alpini del Centro Italia, per la precisione CAI Roma, CAI Lanciano, CAI Pietracamela, CAI Frosinone, CAI Rieti e CAI Palestrina. Tuttavia vorrei ricordare lo spirito del Club Over 2000: “ Un Club, quindi, per chi ama la montagna e ha il piacere di collezionare le cime raggiunte e soprattutto condividerne la passione con altri escursionisti, scambiare opinioni, suggerire itinerari, chiedere informazioni sui percorsi e ritrovarsi alla fine, profondo conoscitore dell’amato Appennino. Alla finalità sportivo-escursionistica, sopra descritta, se ne affianca poi una più ambiziosa di carattere culturale e sociale, ovvero quella di promuovere la “cultura dell’Appenninismo”: concetto che vuole riassumere sia la conoscenza del territorio appenninico sia la sua conservazione.”

Concordate, se affermo, chi ha vissuto in modo più intenso la mia avventura è stato indubbiamente mio marito, Gian Luca Ravaioli. Malgrado un importante intervento chirurgico ad ambedue i ginocchi in giovane età che non ci ha permesso di condividere questa bellissima avventura, tuttavia centinaia di fotografie ci hanno uniti nel rivedere le mie impressioni. Questa preziosa testimonianza fotografica, impregnata dalla data del giorno, riporta ogni angolazione dalla partenza fino alla conclusione. La sua costante preoccupazione per il mio stato psicho – fisico, associato a una corretta alimentazione, mi ha dato la forza di affrontare questa “sfida”, nonostante le mie significative malattie, come l’Asma e la Celiachia. Il merito va a Gian Luca Ravaioli e a mio padre, nonché alpinista Roland Stutz. Grazie a loro, sono oggi, una donna consapevole del mio spirito libero, dove i sogni sono diventati reali.

A tutte le donne auguro la forza, il coraggio e la determinazione di combattere contro la gratuita ingiustizia che si manifesta attraverso infiniti aspetti a qualsiasi altitudine ( più o meno violenti, subendo la fragilità, di chi la applica). Senza dovermi mai “raccomandare”, ho dimostrato la possibilità di poter affrontare una realtà impervia e pericolosa, riservata prevalentemente al mondo maschile. Mi farebbe onore, se la mia impresa entrasse nella storia dell’Appenninismo, come esempio per tutte le donne che non conosceranno e non vivranno il senso della libertà, dell’uguaglianza e della fraternità, ciò che ogni donna dovrebbe godere per diritto: di essere trattata, rispettata ed onorata come una grandissima REGINA!

E’ arrivato il termine di questo inusuale ed impegnativo viaggio, con le sue 261 Cime dell’Appennino, di cui ho condiviso 5 alpinistiche: Il Tempio 2099 m.sl.m. con l’alpinista Paolo Boccabella, mentre Torrione Cambi 2875 m.s.l.m., Vetta Centrale 2893 m.sl.m., Punto dei Due 2608 m.s.l.m. e Dente del Lupo 2297 m.s.l.m. con la guida alpina Vassili Bosi. Il regolamento del Club 2000 dell’Appennino prevede 243 cime per ottenere lo scudetto di TUTTE LE CIME DELL’APPENNINO e raggiungere il titolo di GRANDISSIMA APPENNNENISTA, escludono le 13 cime nel territorio protetto e le 5 alpinistiche, considerando facoltative quest’ultime 18 cime. Ad oggi, posso confermare che sono arrivata a toccare in totale più di 426 Cime Over 2000 dell’Appennino, in qualsiasi stagione.

Le mie 256 Cime in SOLITARIA dell’elenco del Club 2000 includono, purtroppo, le 13 cime nel territorio protetto. Tutte le mie imprese in solitaria sono state documentate con la massima onestà e trasparenza su Fb, incorporando a volte delle persone che ho incontrato lungo il sentiero. Con ogni pubblicazione ho dato l’occasione di poter contestare la “mia” verità. Ricordo con piacere le poche volte, in cui mi hanno fatto notare, con molta delicatezza e sincerità, il punto errato della cima, facendomi ritornare con entusiasmo in montagna, per riparare il “fatale” errore. Ringrazio il presidente del Club Over 2000 dell’Appennino Giuseppe Albrizio, Francesco Mancini, Cristiano Iurisci, Claudio Carusi, Livio Rolli, Alberto Osti Guerrazzi e a tutti gli iscritti, includendo tutti i miei amici reali e virtuali, per l’attenzione nei miei confronti. Un particolare ringraziamento va al CAI di Rieti, mettendomi in condizioni di camminare in solitaria, grazie al corso d’orientamento svolto dal Vice – Presidente Francesco Battisti. A Fabio Desiderio, ex- presidente del CAI regionale del Lazio, lo ringrazio per aver condiviso le mie prime escursioni invernali in ambiente impervio, aiutandomi a superare inconsapevolmente il mio conflitto legato alla tragica scomparsa di mio padre, risvegliando la mia vecchia passione della montagna. La dolcezza dell’Appennino, mi ha insegnato il perdono nei confronti del prossimo, arrivando al punto di ricordare l’aspetto più bello di una persona, liberando la mente da inutili rancori.

Durante le mie solitarie ho incontrato moltissime persone. Molte di loro sono andate per il loro sentiero, pochissimi fanno parte della mia vita privata, basato sul rispetto, sulla sincerità e sulla fratellanza. Pertanto, se oggi sono una solitaria, perché l’ emancipazione, come liberazione da costrizioni e restrizioni tradizionali, è una realtà difficile in un territorio oppresso da una “vecchia” mentalità. La lezione più importante nella mia vita, grazie all’ambiente alpino ed appenninico, è l’insegnamento dell’indipendenza che mi ha fatto comprendere la libertà, intesa come emancipazione dall’attaccamento, dai risultati, dalle opinioni e dalle aspettative.
Di fronte a questa trasparente verità, vi saluto dalla 256 cima in solitaria: Corno Grande, Vetta orientale, Anticima Nord 2700m. Ora lasciatemi festeggiare la mia vittoria del mio primato mondiale raggiunto in data 04 /09/ 2019; data in cui ho terminato tutto l’Appennino Over 2000 in solitaria, onorando il mio sopranome conferito dal grande appenninista Giovanni Morelli, come “REGINA DELLE SOLITARIE”.

Rita Stutz – Facebook

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