Se ne parlerà col Cai Vallelonga Coppo dell’Orso e la Commissione medica del Cai Abruzzo a Villavallelonga (AQ).

Come ben noto, la montagna è un limite, essenzialmente di natura fisica. Può rappresentare un limite tra due stati, tra due regioni, ma anche un limite atletico-psico-motorio.

Infatti, la frequentazione delle “terre alte” richiede una certa preparazione all’ascensione, pena l’impossibilità di raggiungere, e magari superare in altro luogo e occasione, quel limite rappresentato dalla vetta.

Tuttavia, ciò presenta anche un risvolto della medaglia.

Se da una parte la montagna pretende una frequentazione consapevole, dall’altra tale frequentazione sortisce sicuramente benefici per il corpo e la mente. Il camminare, infatti, è una pratica che, se attuata regolarmente, contribuisce a migliorare il nostro benessere, in particolar modo di chi, meno fortunato, soffre di patologie mediche, chirurgiche o psicologiche.

Ecco, allora, che la medicina estende il suo concetto e acquisisce un nuovo significato: quello di permettere anziché proibire.

Meglio detto: non rinunciare alla montagna, ma frequentarla con consapevolezza conoscendo (e magari migliorando) il proprio stato di salute.

Di tutto questo e molto altro si parlerà ad un convegno organizzato dal Cai, sezione Vallelonga Coppo dell’Orso, e dalla Commissione medica del Cai Abruzzo, a Villavallelonga (AQ), il prossimo 7 dicembre, ore 16.30, presso la sala polivalente, via Colle di Marcandrea.

In particolare, al centro del dibattito ci sarà la c.d. montagna terapia e, in generale, la medicina di montagna.

Con il termine montagna terapia si intende un nuovo e originale approccio di carattere terapeutico-riabilitativo e socio-educativo, finalizzato alla cura e riabilitazione di individui portatori di diverse problematiche, patologie o disabilità.

La presidente del Cai Vallelonga Coppo dell’Orso invita tutti alla partecipazione.

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