Chi, provenendo dal centro di Roma, segue le indicazioni per la falesia di Ciampino (anche detta Fioranello) quasi sempre, arrivando in zona si chiede dove siano le pareti.

La risposta è … sotto di te! La falesia di Ciampino si sviluppa infatti al di sotto del livello stradale, essendo costituita da una ampia cava di leucitite (volgarmente, la pietra con cui è fatto il fondo della vicina Via Appia Antica… ) facente parte di una grande colata lavica proveniente dai vulcani spenti dei Castelli Romani.

Come raggiungere la falesia

La falesia si trova fra Via Appia Antica (chiusa al traffico) e via di Fioranello, ed è facilmente raggiungibile da Roma e fuori Roma percorrendo la via Appia Nuova, ed uscendo in corrispondenza dell’Aeroporto di Ciampino.

Parcheggio ed avvicinamento

Il parcheggio non è custodito nè segnalato, ma è consigliato NON parcheggiare sulla via Appia Antica, dove vige un divieto molto restrittivo. E’ possibile parcheggiare ai lati di via di Fioranello, cercando di tenersi il più possibile fuori dalla sede stradale, perchè sulla via passano anche mezzi di grosse dimensioni ed autobus.

L’area dove sorge la cava è di proprietà privata, pertanto è circondata da una rete, con appositi avvisi. L’accesso è però tollerato dai proprietari, ma la presenza della rete lascia intendere che, in caso di incidenti, la responsabilità sarà personale, come dovrebbe sempre essere in falesia (chi garantisce che quel fix terrà? Chi mi dice che quella catena sia sicura?).

La parete della cava è alta una quindicina di metri, nel punto più alto, ed è quindi consigliabile fare attenzione nell’avvicinarsi al ciglio. Per poter accedere è necessario superare la rete metallica che, procedendo verso sinistra, presenta due interruzioni, la seconda più comoda da superare.

L’autore su Pilastro

Una volta passata la rete ci si trova a pochi metri dal ciglio della cava ed è possibile seguire due percorsi per scendere; il primo è un piccolo canalino con dei passaggi di II grado, da fare con attenzione se scivoloso per la pioggia; si trova quasi di fronte al secondo foro nella rete. Il secondo percorso, più semplice, si trova più avanti, dove la parete della cava lentamente digrada e, fra rovi ed erbacce, conduce in breve al centro dell’area.

Evitate la falesia se ha piovuto nei 3-4 giorni precedenti, in quanto si forma un notevole quantitativo di fango! Alcuni volenterosi hanno piazzato delle pedane alla base delle vie, che vengono spostate all’occorrenza, ma non contateci troppo, si rovinano molto velocemente. D’estate, la roccia nera mantiene un fortissimo calore ed è quasi impossibile arrampicare senza ustionarsi e lasciarci i polpastrelli; di converso, questo permette di vivere la falesia fino a tarda sera. D’inverno è quasi sempre possibile arrampicare senza patire il freddo, se le precipitazioni lo consentono.

Su Acchiappatore dell’acqua

Storia

La storia dell’arrampicata a Roma passa per Ciampino, e risale ai primi anni ’70. I nomi più importanti dell’arrampicata capitolina e dell’alpinismo sono passati di qui; Bini, Gogna, De Julis, Lamberti, Fornari, Di Bari, Delisi, Grazzini, Trechiodi e sicuramente ne dimentico tanti …

La falesia è spesso sede di scuole di arrampicata del CAI e di altre strutture della Capitale; incluse classi di speleo, che utilizzano alcune pareti appositamente attrezzate, sul lato destro della cava, guardando la parete.

Filmato storico, Rai 2, 1987

La cava di Fioranello fa parte di una proprietà privata all’interno del Parco dell’Appia Antica, la Tenuta di Fiorano del Principe Alessandro Boncompagni Ludovisi.

L’attuale recinzione ed i cartelli risalgono al 2004, quando il proprietario decise di tutelarsi in questo modo dalle conseguenze legali di possibili incidenti.

Tipo di roccia ed arrampicata

La roccia è vulcanica, solcata da fessure, naturali ed artificiali (si notano anche i segni dei fori per inserire le mine). C’è una alternanza di settori lisci, con spaccature verticali, e di blocchi appoggiati, con grandi maniglioni. Alcune placche sono leggermente strapiombanti, e diverse vie terminano con dei diedri aggettanti. A volte la difficoltà è limitata ad un solo passaggio, è difficile che ci sia continuità. Si può salire su placche in aderenza o fessure in dülfer. Ci sono anche alcune placche con prese scavate e monoditi. In generale i movimenti sono abbastanza obbligati sulle difficoltà superiori al 6a. La falesia, essendo molto frequentata e da tanto tempo, è molto “pulita”, ma è possibile imbattersi anche oggi in blocchi poco sicuri. Sono stati anche osservati dei crolli spontanei, attenersi quindi alle indicazioni che potrete trovare in loco (esempio, sulla via Sabina, 4a, c’è un blocco mobile poco sotto la catena, indicato con un segno di gesso bianco).

Una cordata su Buchetti

Le difficoltà vanno dal 3a al 7b.

Attrezzatura e ferraglia

Tutta l’attrezzatura è su base volontaria, ed alcuni spit risalgono ai primi apritori negli anni ’70. Le vie più ripetute e di difficoltà media sono attrezzate a fix o a fittoni resinati. Le catene sono tutte con moschettone aperto (non ghiera) a pera, e non richiedono manovra. Per ripetere le vie sono sufficienti 5-6 rinvii in genere. Una corda da 30 m è sufficiente; molto utile la sacca con il telo incorporato, per poter disporre di una superficie di partenza asciutta.

Il grande traverso

E’ consuetudine, se siete soli e non trovate un compagno con cui arrampicare, cimentarsi in traversi. Paradossalmente più si è vicini a terra e più sono difficili alcuni passaggi, specialmente di placca.

Video di Mauro Trechiodi – Climber Viviana

Elenco delle vie, grado e note caratteristiche

Le vie vengono elencate dalla sx alla dx

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