Nella valle del Rio Arno è possibile trovare un monumento che ricorda questa tragedia che coinvolse i grandissimi alpinisti Mario Cambi e Paolo Emilio Cichetti il 12 febbraio del 1929.

Partiti da Pietracamela per tentare la prima invernale della cresta Sud del Corno Piccolo raccontano le difficoltà incontrate durante l’ascesa nel drammatico inverno del 1929. Dal loro diario ritrovato nel rifugio Garibaldi a Campo Pericoli:

9 febbraio 1929
Siamo senza orologio. Partiamo a giorno alto diretti al Corno Piccolo, giungiamo dopo circa due ore, attraverso varie difficoltà per le orribili condizioni della neve valangosa.

Attacchiamo immediatamente la cresta SE (Chiaraviglio-Berthelet). Al tramonto giungiamo al cengione sotto la “Mitria”. Siamo costretti a tornare a causa della notte prossima e delle mani gelate. Il freddo è stato di una intensità straordinaria. L’esser costretti ad andar senza guanti fa gelare le mani immediatamente, le cui dita diventano in pochi secondi di un color giallo.

La perdita di un sacco aggrava le nostre condizioni. La via da noi seguita, che di estate è una interessante arrampicata, senza mai gravi difficoltà, è in questa stagione straordinariamente difficile e pericolosissima, date le condizioni della neve. Il freddo era tale che le mani si appiccicavano alla roccia e al ferro della picozza, a causa della loro umidità che gelava immediatamente al contatto. Anche la saliva gelava subito al contatto della roccia. Abbiamo percorso circa la metà della cresta e nella sua parte più difficile. Se non fosse stato il pensiero che una notte passata all’aperto con questa temperatura sarebbe stata quasi certamente impossibile a superarsi, saremmo giunti in vetta. Ritorniamo al Rifugio, dopo aver recuperato il sacco, per il Passo del Cannone e la Conca degli Invalidi. Il percorso viene compiuto di notte. Togliendoci le scarpe, troviamo i nostri piedi in una fodera di ghiaccio e ci accorgiamo di averne ciascuno di noi uno congelato. Lo massaggiamo immediatamente con neve e poi con alcool. Si gonfiano prendendo aspetto di cotechini e sono perfettamente insensibili. 

10 febbraio 1929
Stiamo smaltendo il congelamento. I piedi accennano a sgonfiare. Anche una mano di Mario è nelle medesime condizioni. 

11 febbraio 1929
ldem come il giorno precedente. Fuori nevica. 

12 febbraio 1929
Ci svegliamo la mattina completamente sepolti. La neve caduta durante la notte ha otturato il pertugio che ci serviva di ingresso. La mancanza della pala ci mette in serie difficoltà. Siamo costretti a gettare la neve dentro al rifugio per chiudere la porta. Siamo veramente dispiacenti di questo, ma non possiamo fare altrimenti. Coloro che verranno dopo di noi ci vorranno scusare. Terminate le provviste, ci rechiamo, o meglio, speriamo di giungere a Pietracamela. I piedi nelle medesime condizioni. Tempo pessimo. 

Paolo Emilio Cichetti
Mario Cambi

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Le squadre di soccorso trovarono il corpo di Paolo Emilio Cichetti 6 giorni dopo a circa 3 km da Pietracamela mentre Mario Cambi venne ritrovato soltanto nel mese di aprile qualche km più distante.

I monumenti che si incontrano, durante la risalita della Valle del Rio Arno, sono stati eretti sui luoghi del ritrovamento.

Fonte: Laga Gran Sasso

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