Prosegue la collaborazione tra Trento Film Festival e Fondazione Museo storico del Trentino e torna il programma “Visioni. Il Trento Film Festival dalle Dolomiti alle vette del mondo“, un progetto nato nel 2019 e che, in questa seconda edizione, trasmetterà dal 28 marzo al 18 aprile su History Lab quattro film protagonisti delle scorse edizioni del festival. Un contributo per trascorrere insieme la permanenza obbligata nelle proprie abitazioni e per promuovere il cinema e le culture di montagna, nonostante lo slittamento della 68’ edizione.

I film – che saranno introdotti da Sergio Fant, responsabile del programma cinematografico del Trento Film Festival – andranno in onda in anteprima assoluta su un canale televisivo regionale il sabato alle 20.30, con repliche la domenica 10.00, alle 15.00 e alle 20.00. La programmazione di History Lab (canale 602 del digitale terrestre in Trenino) si può vedere anche in streaming negli stessi orari sul sito hl.museostorico.it .

Rupi del vino

Si parte sabato 28 marzo con Rupi del vino (Ermanno Olmi, Italia / 2009 / 53’), presentato al festival nel 2010 fuori concorso.


Questo documentario racconta la realtà, la storia, l’eccezionalità e i valori immateriali dei vigneti terrazzati del versante Retico della Valtellina, comunicando quanto di eroico è stato fatto nei secoli dall’uomo che, con diligenza e scienza, si è rapportato positivamente all’ambiente realizzando un territorio coltivato che ancora oggi è viva e provata testimonianza di sapienza agricola, di capacità produttiva, di rispetto della natura e di valorizzazione del territorio.

Rupi del vino

Everest green

Secondo appuntamento sabato 4 aprile con Everest green (di Jean-Michel Jorda, Francia / 2017 / 53’), un film per raccontare e analizzare l’impatto dell’uomo sugli ecosistemi naturali, e individuare possibili soluzioni per la salvaguardia del Pianeta.

Le montagne, infatti, sono delle vere e proprie sentinelle dei cambiamenti in atto, e per questo vanno tutelate in primo luogo da chi le abita e le vive per passione, lavoro o necessità. Il film, in particolare, racconta come dietro l’avventura delle spedizioni alpinistiche himalayane si nasconde una tragica realtà ambientale e umana, che inizia a 8848 metri sul livello del mare e finisce nelle discariche a cielo aperto di Kathmandu, la città più inquinata del pianeta.

Everest Green

Linea 4000

Visioni prosegue sabato 11 aprile con Linea 4000 (di Giuliano Torghele, Italia / 2012 / 40’), che introduce alle grandi traversate delle Alpi. Il regista segue il sogno di Franco Nicolini che, sulle orme di Patrick Berhault, ha accarezzato per molto tempo il traguardo di concatenare tutte le 82 vette che superano i quattromila sulle Alpi.

Insieme a Diego Giovannini, Nicolini riesce nell’impresa in 60 giorni muovendosi a piedi, sugli sci o in bicicletta. Scopriamo così una nuova spinta dell’alpinismo sulle Alpi.

Linea 4000

Il tempo del fiume

Ultima tappa sabato 18 aprile con Il tempo del fiume (di Nadja Veluscek e Anja Medved, Italia / 2010 / 63’), che ci porta a seguire il corso dell’Isonzo, da sempre un fiume di Confine, che collega due mondi diversi: le Alpi e il Mediterraneo.

E’ un fiume ricco di contraddizioni, molto attraente, ma altrettanto pericoloso, famoso per il colore smeraldo ma anche per le battaglie sanguinose. La Prima Guerra Mondiale non ha distrutto solo la vita, i villaggi e i campi, ma anche il rapporto che l’uomo aveva con la natura.

La Slovenia lo ruba all’Italia con le dighe, l’Italia ne spreca le acque con un’irrigazione smodata. Le imprese edili ne saccheggiano la ghiaia e l’industria ne inquina le acque con le discariche. Così ci si dimentica che l’Isonzo appartiene in primo luogo a se stesso, e che il ruolo essenziale che svolge da milioni di anni è importante per tutti.

Il tempo del fiume

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