La presenza straordinaria dell’orso marsicano testimonia la qualità ambientale del Parco del Gran Sasso: si tratta di una specie ombrello, cioè una specie che garantisce che tutto sia idoneo, aria, acqua, silenzio. Ed è anche il segno che, siccome viene dal Parco Nazionale, i corridoi ecologici costruiti in Italia centrale sono efficaci, e sono una realtà strategica vincente”. Lo afferma il presidente del Parco del Gran Sasso Laga Tommaso Navarra dopo l’eccezionale sconfinamento di un giovane esemplare di orso marsicano sul fianco pescarese del massiccio abruzzese.


“Mi piace pensare che nel giorno della festa della mamma ci sia una mamma orsa che ci ha fatto il regalo di inviarci questo messaggero d’amore che magari, proprio perchè maggio è il periodo dell’accoppiamento degli orsi, ha deciso di mettere su casa dalle nostre parti – prosegue Navarra – ciò testimonia la qualità dell’area protetta del Parco del Gran Sasso Laga. Il suo areale consente all’orso di allargare il suo territorio: è una grande notizia per il nostro ecosistema. Detto questo – conclude Navarra – è una ulteriore notizia che da fiducia alle aree interne, che darà slancio e che dice chiaramente che questa estate qui si vince sul terreno della straordinarietà ambientale, qui e non altrove”.

L’avvistamento

L’esemplare è stato avvistato ieri pomeriggio vicino all’area pic nic del Voltigno, la piana a 1400 metri sul Gran Sasso pescarese: un magnifico orso marsicano in ottima forma che scorrazzava con passo leggero. Uno ‘sconfinamento’ pieno di promesse: dalla Marsica o dalla Maiella non si sa, ma questa straordinaria novità è il timbro notarile che certifica la qualità dell’ambiente della montagna pescarese che lancia la sua offensiva alla stagione turistica imminente.


“Per noi è un evento formidabile, una ciliegina sulla torta che la natura ci regala adesso che stiamo mettendo a regime la nostra potenzialità di accoglienza in qualità – è l’entusiasta commento del sindaco di Villa Celiera Domenico Vespa – Secondo noi questo orso è qui da almeno un anno e mezzo, ma ora che lo abbiamo visto e certificato possiamo proprio dire che il nostro Gran Sasso è in grandissima forma”.

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