Si ringrazia la casa editrice Ricerche&Redazioni per aver reso possibile la recensione di questo libro.

Comincia tutto in un mercatino de L’Aquila negli anni ’90. Il collezionismo può avere diverse fonti e ispirazioni, e non si sa mai cosa sia a farlo scattare. Può essere una immagine, un ricordo, qualcosa che abbiamo vissuto ma che non ha lasciato una traccia fisica, o qualcosa che non abbiamo vissuto, per motivi anagrafici, ma che vogliamo approfondire.

Così è stato per Luca Angeletti appassionato Appenninista, storico e cultore del Gran Sasso.

In quel mercatino c’era andato perchè gli erano state promesse delle immagini e dei documenti che, purtroppo, qualcun altro prese.

Da li l’inizio di una piacevole “ossessione”, che nel tempo si è trasformata in vera ricerca storica e che, per la nostra gioia, ha preso forma in un volume edito da Ricerche&Redazioni.

Dopo una lunga e doverosa prefazione di Stefano Ardito, con particolari storici, geologici e morfologici sulla nostra montagna del cuore, il volume prosegue con una carrellata impressionante di documenti fotografici raccolti in moltissimi anni da Luca Angeletti, tanto da farla diventare una raccolta nota, fra gli appassionati, come “Collezione Angeletti”.

I protagonisti della storia alpinistica del Gran Sasso

Immagini di altri tempi, con coperture glaciali oggi ormai dimenticate, resoconti fotografici di imprese alpinistiche con i protagonisti storici del gruppo, nomi come Nestore Nanni, Mimì D’Armi, Bruno Marsili, Ernesto Sivitilli, Aldo Bonacossa, Ninì Pietrasanta e i tanti altri che hanno scritto la storia del Gran Sasso.

L’Albergo Rosso di Campo Imperatore

Particolare attenzione è stata riposta nel recupero dei materiali di propaganda relativi al periodo fascista e, nel dettaglio, dell’Albergo di Campo Imperatore, nel periodo di massimo splendore.

Questo edificio, su cui raramente oggi soffermiamo lo sguardo, per evitare di deprimerci constatandone lo stato di degrado ed abbandono, è stato un tempo una perla ed un esempio di architettura, ed è grazie anche ai documenti fotografici della collezione Angeletti, se possiamo ricordarlo com’era.

Una raccolta privata che, però, grazie a questo volume, diviene un tesoro da trasmettere e da conservare per un pubblico il più ampio possibile, imperdibile per ogni amante del Gran Sasso.

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