Dal 2 luglio al 20 agosto tutti i giovedì sull’emittente televisiva regionale RTTR andrà in onda la trasmissione #Casabase: otto film protagonisti delle scorse edizioni del Trento Film Festival, introdotti in studio da otto diversi ospiti, per raccontare con immagini e parole la storia della più antica rassegna internazionale di cinema e culture di montagna.

#Casabase andrà in onda alle ore 21.00, con replica alle 15.00 della domenica, e sarà visibile anche in live streaming sul sito www.radioetv.it. La visione televisiva è limitata alla regione Trentino Alto Adige, mentre lo streaming dal sito web è disponibile su tutto il territorio nazionale.

La trasmissione, condotta dalla direttrice di RTTR Marica Terraneo, riprende il titolo della campagna lanciata dal Trento Film Festival durante il lockdown, #Casabase: un modo per permettere al pubblico di viaggiare con la mente, anche quando spostarsi era purtroppo impossibile e le abitazioni erano diventate un vero e proprio “campo base” per le imprese dell’immaginazione e della fantasia. Ma anche ora che la montagna è tornata a essere un luogo da vivere, rimane inalterato il potere dell’arte cinematografica di far conoscere storie di luoghi vicini e lontani, e la forza della TV di portare queste storie nelle case di tutte/i.

Si parte giovedì 2 luglio con una puntata dedicata alla sezione principale del Trento Film Festival, il Concorso internazionale. In studio la direttrice del Festival, Luana Bisesti, e Daniele Ietri Pitton, produttore del film protagonista di questa prima puntata, il bellissimo Ninì (di Gigi Giustiniani, Italia / 2014 / 65′), che nel 2015 conquistò la Genziana d’Oro del CAI come miglior film d’alpinismo.

L’opera di Gigi Giustiniani racconta la vicenda di Gabriele Boccalatte e Ninì Pietrasanta, che nell’estate del 1932 si incontrarono sul Monte Bianco e, scalando insieme, si innamorarono. Da allora fino al 1936, l’anno in cui si sposarono, vissero la loro grande stagione alpinistica e aprirono, come compagni di cordata, alcune delle vie più difficili delle Alpi. Per tenere traccia delle loro imprese iniziarono a scrivere diari e a fare fotografie. Ninì, una delle pochissime donne alpiniste di quegli anni, portava con sé in parete anche una cinepresa 16mm. Nel 1937 nacque il loro figlio Lorenzo e nel 1938 Gabriele morì tragicamente, cadendo da una parete. Ninì abbandonò l’alpinismo estremo per continuare la sua vita di madre. Qualche anno dopo la morte di Ninì, avvenuta nel 2000, il figlio Lorenzo ritrovò in un baule le immagini girate dalla madre.

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