La guida “Toscana e Isola d’Elba” di Raffaele Giannetti, classe 1985 e presidente dell’Associazione Versante Apuano, punto di riferimento sulle falesie toscane è  ormai giunta alla quinta edizione. Il libro descrive poco meno di cento falesie  in tutta la Toscana, per la precisione novantuno. Sono citate tante falesie storiche ed anche più moderne, situate in località amene o impervie in prossimità di siti archeologici o sul mare, tutte da affrontare con il dovuto rispetto e attrezzatura.

Nonostante il lungo elenco, alcune non sono state citate “per motivi legati al quieto vivere con gli abitanti o i proprietari dei fondi, sia con la comunità degli arrampicatori o in particolare alcuni chiodatori che ci hanno chiesto di non divulgarli” come scrive l’autore nell’introduzione.

Si tratta di un ulteriore approfondimento destinato ad essere aggiornato in futuro in quanto diversi siti sono in allestimento o in progettazione di allargamento.

Merito dei tanti climbers locali e non, sezioni CAI, appassionati, amanti della montagna, gestori di rifugi e associazioni di settore che con tanta dedizione negli ultimi decenni hanno attrezzato innumerevoli vie (alcune falesie ne contano anche oltre un centinaio). 

Si arrampica principalmente su roccia calcarea, con un livello di difficoltà mediamente elevato in molte vie, anche se brevi, spesso sul settimo o sull’ottavo grado. 

Una breve introduzione che spiega le ragioni dell’aggiornamento, una nota sulla natura delle vie e una breve descrizione delle stesse costituisce la legenda del volume. L’analisi dei siti è accompagnata  da indicazioni riguardo l’accesso, il parcheggio, l’avvicinamento, condizioni delle chiodature e se possibile svolgere l’attività con o senza pioggia.

Le visite degli outsider

Pareti su cui si sono misurati nomi illustri dell’arrampicata e dell’alpinismo, uno su tutti Reinhold Messner che, leggenda narra, alla fine di una conferenza presso il rifugio CAI di Carrara, talmente attratto da una parete nei pressi di Campocecina (Carrara) parcheggiò la macchina e ci si arrampicò con gli scarponi senza pensarci due volte. Il settore ha preso il nome di fessura Messner, una via è stata dedicata al grande alpinista (Messner, 6a/b) fissando così il suo nome anche nel centro Italia. 

Altro nome da citare è Adam Ondra, che nel 2017 ha salito nella falesia di San Rocchino (Comune di Camaiore) i primi  9a e 9a+ della Toscana, vie denominate rispettivamente “La terza età” e “Naturalmente”.

È possibile arrampicare non solo in zone di montagna, ma anche provare l’esperienza suggestiva di avere sotto i piedi il mare come ad Ansedonia (dove si hanno a disposizione circa venti vie), oppure all’Argentario sulle pareti di Canne d’Organo  e Capo d’Uomo.

Sono indicate anche falesie sull’isola D’Elba, dove sono presenti ben otto settori sui quali si arrampica, prevalentemente su granito, anche su vie di più tiri, , sia sul mare che nell’entroterra, come a  Madonna del Monte da cui si può godere un panorama mozzafiato essendo nei pressi di uno dei punti più alti dell’isola.

Le falesie nelle cave di marmo

Particolari sono le falesie nei pressi di Massa (nota per l’estrazione del famoso marmo), zona caratterizzata da un particolare microclima che permette di arrampicare sia in estate che in inverno. Vicino alla falesia storica de Il tempio, ritrovo di climbers locali è possibile anche in caso di pioggia.  Caratteristica è la falesia La Perla (Carrara) immersa in un bosco di castagni, sono presenti 43 vie di livello medio-alto chiodata di recente da Silvano Giorgeri. (per avere una idea della zona, vedi il nostro articolo sul cortometraggio Carie)

Si ringrazia l’editore Versante Sud che ha reso possibile questa recensione.

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