In compagnia di Stefano del canale YouTube Running and Biking with Mother Nature andiamo alla scoperta del Trail Running, disciplina che verrà approfondita su Appennino.tv da Barbara Proietti.

Ciao, mi chiamo Stefano ed era il 16 settembre 2018 quando mi innamorai perdutamente, irrimediabilmente, completamente del Trail Running.

Spiegare cosa sia il Trail Running si rivela estremamente difficile perché è uno sport talmente “intimo” che potrebbe avere definizioni diverse a seconda di chi lo pratica. Sicuramente possiamo dire che si corre su superfici “naturali”, non pavimentate artificialmente. Va differenziata dalla corsa campestre, che è sempre su superfici naturali, ma più corta e con poco dislivello.

IL DISLIVELLO

Ecco, forse dislivello è la parola magica giacché si corre spesso tra i boschi, in montagna. Mediamente, in una gara di 20km, si accumula un dislivello positivo di 1000 metri. Ma anche il dislivello in discesa non va sottovalutato perché si fa sentire sui muscoli e sulle articolazioni.

IL TERRENO

Si corre su qualsiasi superficie naturale: sterrate, sentieri CAI, ma anche percorsi non segnati boschi o altipiani. Si può correre su roccia, sul prato. Ma anche nel deserto e nella giungla come si fa i alcune gare. Il sogno di molti è pero quello di correre sulle Alpi, tra montagne mitiche che al solo nominarle si inizia a sognare: Monte Bianco, Cime di Lavaredo, Adamello, etc.

LA DISTANZA

Diciamo che a chi fa trail piacciono le lunghe distanze, sia in gara che in allenamento. Ma tutto dipende da chi lo pratica e da quanto vale la pena farsi il viaggio. Una volta che si entra nell’incantato mondo del trail distanze e ore entrano in una dimensione a se stante, ovvero è talmente tanto il piacere che si prova in mezzo alla natura, in spazi aperti e incontaminati che lo si potrebbe fare per ore ed ore, senza avvertire lo scorrere del tempo.

EQUIPAGGIAMENTO

Regola numero 1: non si eccede mai in sicurezza, sia per quanto riguarda la nutrizione, sia per il materiale da portarsi dietro. Per quanto riguarda la nutrizione, a seconda della distanza, del dislivello, e della zona (presenza o meno di rifugi aperti o posti dove rifocillarsi) bisogna portare una quantità adeguata di liquidi (acqua, isotonico, etc.) e solidi (barrette, gel, frutta secca, etc). Nelle gare ci sono i ristori ma tra due ristori potrebbero passare delle ore e quindi bisogna organizzarsi adeguatamente. Riguardo al materiale, sappiamo benissimo che la montagna è imprevedibile e che il tempo può cambiare nel giro di poche ore. Oltre a delle buone scarpe da trail, è fondamentale avere uno zaino. Questo servirà a trasportare comodamente una giacca impermeabile, telo termico, cellulare, guanti, bastoncini (se si vuole usarli), fischietto, oltre a cibo e acqua. Ci sarebbe anche altro da portare ma tutto dipende dalla zona e dalle condizioni atmosferiche; a volte si dovrebbero portare anche i ramponcini per il ghiaccio! Per i neofiti, consiglio di dare un’occhiata all’equipaggiamento obbligatorio delle gare trail per farsi un’idea.

SICUREZZA

La maggior parte degli incidenti avvengono quando si sottovaluta la situazione o quando cala la concentrazione. Nel primo caso, è facile rimanere senz’acqua perché non avevamo previsto che facesse così caldo e non ci fossero fontane sul percorso! La montagna ha le sue regole e solo avendone il massimo rispetto ci potrà ripagare con gioia e meraviglia. Caldo, freddo, pioggia, neve possono essere alleati o nemici a seconda della nostra preparazione. Nel secondo caso, bisogna evitare incidenti. Una radice che sporge, una roccia instabile, un tratto scivoloso, sono tutte situazioni “potenzialmente” pericolose se non siamo concentrati.

Sembra banale dirlo ma bisogna evitare di perdersi; se ci stiamo allenando, sempre meglio farlo in compagnia, bisogna conoscere o aver studiato bene il percorso, avere un dispositivo GPS aiuta. In gara invece bisogna sempre fare riferimento alla segnaletica; se il percorso è ben segnalato si dovrebbe essere sempre in grado di vedere una palina, un nastro o un cartello dell’organizzazione, soprattutto quando ci sono deviazioni nette.

L’ANDATURA

A meno che non siate campioni, i quali corrono sempre e comunque a ritmi pazzeschi, nel trail running si cammina spesso e ci si riposa molto. Io personalmente seguo il mio istinto e cerco di ascoltare il mio corpo. Il passo sarà sempre personale e i fattori che lo condizionano sono distanza percorsa e rimanente, pendenza, tipo di terreno e soprattutto condizioni psico-fisiche. Queste ultime sono fondamentali e sono sicuro che nessuno scienziato potrà mai veramente capire cosa succede nel corpo e nella mente di un corridore trail. Dico questo perché ci sono momenti in cui ci si sente a pezzi, distrutti, ci fa male tutto. E poi la magia. Un pensiero positivo, un ristoro, un incitamento, un pezzo camminando, una poesia. Ognuno di questi può farci scattare qualcosa che fa scomparire il dolore e improvvisamente aumentiamo il ritmo e ci sentiamo forti come se avessimo appena iniziato. A me piace pensare che non si può evitare la crisi ma bisogna imparare a gestirla. Come nella vita. Il Trail Running ci aiuta a sviluppare la nostra resilienza, ad affrontare una situazione difficile e ad uscirne fuori positivamente, con un sorriso.

Ringraziamo Stefano Maraessa per l’interessante articolo e vi rinnoviamo l’invito a seguirlo nei suoi percorsi sul suo canale YouTube Running and Biking with Mother Nature

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