Pasquale Iannetti, Guida Alpina di Pietracamela, e grande conoscitore del territorio, ha creato un movimento di opinioni, oltre 30 anni fa, chiamato Mi Manda Aligi, diamo voce al Gigante che dorme con l’obiettivo dichiarato di discutere di vicende spesso taciute.

Ospitiamo volentieri una sua lettera aperta sulla sempre dibattuta questione delle croci di vetta, prendendo spunto dalla recente sostituzione di quella del Corno Piccolo.

Mi Manda Aligi, diamo voce al Gigante che dorme è un Movimento di opinioni creato da me 30 anni fa per far sapere “tutto quello che nessuno ti dirà mai”. 
Sono sempre stato contro quelli che si credono i padroni della montagna e che si sentono legittimati, quasi  per “diritto divino”, ad intervenire con progetti autoincensanti e non autorizzati. Uno di questi è stato da me sollevato lo scorso anno in occasione della sostituzione della croce del Corno Piccolo. In merito a questo fatto si aprì un ampio dibattito sulla validità o meno di tale gesto e, dopo aver ascoltato l’opinione di tanti, alpinisti e non, feci alcune considerazioni in merito alla targa apposta alla base della croce e che pubblico su questa rubrica.

LA CROCE SUL CORNO PICCOLO


21 Aprile 2019
Sono venuto a conoscenza dalla stampa locale della imminente collocazione di una nuova croce sulla vetta del Corno Piccolo e mi sono attivato per saperne di più. Sono venuto a sapere che era esposta nella chiesa di San Gabriele ed ho chiesto la cortesia all’amico Luigi Cervella di fare delle foto alla stessa. Le ho poi pubblicate senza fare alcuna considerazione e riservandomi di farle dopo aver visto le reazioni.
Premesso che è oramai consolidata l’abitudine di istallare delle croci sulle vette e che questa potrebbe essere una cosa non condivisibile, resta comunque il fatto che non si troverebbe un’autorità che ne vieterebbe la istallazione e/o la sostituzione.


Anni fa, il CAI Centrale, in una assemblea annuale dei delegati, approvò all’unanimità una mozione che prevedeva  di non permettere più la istallazione di croci sulle vette. Qualche anno più tardi fu collocata un’enorme croce su un insignificante picco della cresta che dalle Malecoste porta al Pizzo Cefalone in onore di Giovanni Paolo II°, tutto questo con il beneplacito del CAI Abruzzo.
La croce istallata nel dopoguerra sulla vetta del Corno Piccolo non era certamente bella anche se realizzata con dei tubi idraulici, ma conservava pur sempre il suo fascino. Una sua sostituzione era stata da me paventata negli anni ’80, ma non se ne fece nulla. Premesso che non esiste una legge scritta al riguardo del mettere delle croci sulle vette, ma è cosa risaputa che queste, il più delle volte, sono state istallate da movimenti di persone e da singoli individui. Nel panorama spiccano croci di forma e dimensioni a volte esagerate (Monte Velino, Monte Girella ecc.), a volte queste vengono divelte o piegate dalla forza del vento, come quelle del Monte Vettore, del San Franco e del Pizzo Cefalone e nessuno si preoccupa di sostituirle e/o rimuoverle, nonostante sia uno spettacolo non proprio edificante.

Torniamo però alla croce del Corno Piccolo. La sua sostituzione, a mio avviso, sarebbe dovuta passare attraverso una condivisione di intenti soprattutto con chi pratica e con chi conserva la memoria storica di questi luoghi. L’organismo più titolato a farlo sarebbe il Club Alpino Italiano, il quale, con le sue varie organizzazioni, Scuole di alpinismo, Soccorso Alpino e Guide Alpine, vigila e controlla tutto quello che si verifica sulle nostre amate Terre Alte.

Per anni la Guida Alpina Lino D’Angelo ha tenuto in efficienza il libro di questa vetta e quando non fu più in grado di portare avanti il servizio, mi incaricò di continuare a tenere in efficienza il libro di vetta. L’ho fatto fino agli anni ’90 e, quando è sparito il contenitore in metallo che proteggeva il libro, non ho più seguito la cosa.  Il progetto della sostituzione è partito dalla “Squadra Soccorso Alpino Militare 9° reggimento Alpini di L’Aquila”, la cosa più ovvia sarebbe stata quella di prendere contatti con il Presidente del CAI Abruzzo, chiedendo allo stesso di condividere l’iniziativa. Forse sarebbe stata cosa “buona e giusta” fare un concorso di idee per la sua realizzazione.


La croce rappresenta la “Passione di Cristo” ed è il simbolo di appartenenza alla religione cattolica e mi chiedo quale sia il significato che si deve dare alle tre bombe stilizzate che sostengono i tre pali della croce. Non trovo inoltre affatto in tema la frase riportata sulla targa posta alla base della croce e tanto meno trovo adatta la citazione:
La capacità di ereditare il passato costituisce linfa vitale del divenire umano; come diceva Rainer Maria Rilke: “(….)” il futuro entra in noi molto prima che accada. Presidente del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga Grande Ufficiale Avv. Tommaso Navarra.
In tutto questo scenario vediamo comparire un altro intruso. Il “Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga” che è titolato solo ad esprimere pareri e in genere a dare le autorizzazioni a secondo dei casi.
Quello che non si comprende poi è che cosa “ci azzecca”  Il Presidente del Parco che si fregia di comparire in fondo alla targa con il titolo di “Grande ufficiale avv. Tommaso Navarra”.


Quale sarebbe il motivo per cui il Parco si autoincensa con il suo Presidente che pone il suo autorevole titolo di Grande Ufficiale sulla targa?  Dove sono i meriti per questa operazione?
Alla luce di quanto sopra, poiché non vi è alcuna ragione o titolo per comunicare la notizia  al mondo intero, invito il Presidente Navarra a provvedere a far rimuovere la inopportuna targa. Lo avverto che se non sarà presa da lui alcuna iniziativa, ci sentiremo autorizzati ad attivarci per farla rimuovere da chi ne ha la competenza.

Pasquale Ianetti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *