Settembre ’43 è stato uno dei mesi più bui della storia d’Italia. Incapacità comunicative e organizzative hanno condotto a ingiustificate sofferenze gran parte della popolazione del centro Italia, ma una data su tutte, a mio giudizio, segna lo spartiacque tra guerra di liberazione e guerra di logoramento: il 10 settembre, giorno del bombardamento d’Isernia, il giorno in cui la guerra arrivò con ferocia sull’Appennino.

Un bombardamento strategico, il primo di tanti, che costò la vita di oltre 600 civili, ma che permise di creare una futura testa di ponte (la città sarà liberata il 23 ottobre) per le truppe alleate di terra che, proprio in quelle ore sfondavano le fortificazioni tedesche sul fiume Sele e si preparavano alla lunga guerra sul Volturno.

Giorni che furono di preludio all’orrore che da li a poche settimane si sarebbe abbattuto sulla linea Bernhardt.

Le montagne della zona presentano ancora oggi i segni di quelle battaglie e numerose sono le possibilità per organizzare trekking storici, gite magari poco “social”, ma dall’alto valore storico-culturale.

Nei prossimi giorni, in occasione delle varie ricorrenze, vi segnaleremo alcune tra le escursioni più significative che si possono fare in Abruzzo per riscoprire la storia di queste terre

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