Abbiamo già parlato di contusioni e fratture, ma quando si frequenta la montagna, potrebbe capitare di incappare in alcune problematiche, meno gravi ma altrettanto importanti.

Partiamo con le definizioni e la differenza con altri tipi di patologie più comuni: sono tutte patologie solitamente associate all’apparato muscolo-scheletrico che sono ben conosciute da chi pratica sport a tutti i livelli ma anche da chi, più semplicemente, si muove all’aria aperta.

Delle fratture e contusioni abbiamo già parlato nell’altro capitolo, e sono sicuramente le condizioni che sono considerate più gravi in caso di frattura o difficilmente trattabili sul campo in caso di contusioni di distretti anatomici complessi come torace, addome e bacino.

La distorsione

La distorsione è quella che normalmente chiamiamo una “storta” ovvero un movimento brusco e violento che forza la stessa articolazione oltre i limiti fisiologici della propria mobilità. Provoca spesso un ematoma, gonfiore ed arrossamento.

Il trattamento della distorsione per danni lievi o moderati, la terapia tende a essere conservativa quindi preservare l’articolazione da movimento e carico eccessivo (oltre che antinfiammatori e antidolorifici); per danni gravi, invece, è prevista la chirurgia.

Pertanto il consiglio sul campo è quello di alleggerire il soggetto di eventuali zaini o equipaggiamento supplementare, fasciare la zona per aiutare la stabilità dell’articolazione ed aiutarsi con i classici bastoncini durante la discesa e successivamente riposo.

La contrattura muscolare

La contrattura muscolare è la lesione più frequente che può capitare e consiste in una contrazione del muscolo superiore alle possibilità della fibra muscolare stessa. Le cause possono essere diverse Tale contrattura produce dolore e rigidità del muscolo interessato oltre che ovviamente limitazione nella deambulazione. Anche in questo caso il riposo è la terapia più efficace e sicuramente abbinare massaggi decontratturanti ed allungare la muscolatura potrebbe accelerare il processo che normalmente impiega una settimana per tornare alla sua normale funzione fisiologica.

Lo stiramento

Lo stiramento, invece, è un eccessivo allungamento delle fibre muscolari, oltre le possibilità del muscolo stesso: il dolore insorge in modo progressivo durante l’attività sportiva e la zona colpita risulta dolorosa alla palpazione, le fibre muscolari restano intatte a differenza dello strappo muscolare. Il trattamento prevede nell’immediato un trattamento con il “freddo” ovvero ghiaccio o impacchi freddi per ridurre il dolore e la formazione degli ematomi. Di solito non abbiamo ghiaccio con noi in montagna a meno che non ci troviamo in alta quota o in condizioni invernali ma ghiaccio sintetico spray o ghiaccio istantaneo (quello in bustine) possono essere un valido ausilio al trattamento sul posto.

Gli strappi muscolari

Gli strappi possono essere di I°, II° e III° grado a seconda del numero delle fibre coinvolte. Nella lesione di I° grado vengono danneggiate poche fibre muscolari, il fastidio è lieve e i movimenti sono quasi completamente senza dolore. La lesione di II grado è caratterizzata da un maggior numero di fibre muscolari lesionate: il dolore compare ogni volta che si cerca di contrarre il muscolo. La più importante è la lesione di III° grado e causa una vera e propria lacerazione del muscolo ed è accompagnata da un dolore molto intenso.

Se la lesione è lieve serve un riposo completo per un paio di settimane, associato ad impacchi freddi che riducono il flusso di sangue nei vasi lesionati. Ovviamente in queste condizioni dovremmo ricorrere all’assunzione, su prescrizione medica, di antidolorifici e miorilassanti. Inoltre sarebbero da consigliare indagini ecografiche e una eventuale risonanza magnetica per capire l’entità della lesione.

I casi più seri richiedono tempi di recupero maggiori e sedute di fisioterapia, come tecarterapia, laserterapia.

Il consiglio che possiamo dare in questi casi, in maniera preventiva, è quello di effettuare, prima dello sforo fisico, un buon riscaldamento generale, e se necessario un riscaldamento più specifico, e lo stretching quando si termina: tali attività garantiscono elasticità a muscoli e tendini e giocano un ruolo fondamentale per prevenire tutte le lesioni muscolari.

Il contenuto di questo articolo è a titolo prettamente informativo e non costituisce una base sufficiente per poter affrontare in sicurezza la montagna. Si invitano gli interessati a seguire appositi corsi organizzati dai professionisti del settore.

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