Come già scritto in precedenza, l’appennino settentrionale si conferma una inesauribile fonte di sorprese, che questa volta ci ha dato come regalo di natale, un parziale fossile di ittiosauro scoperto nel parmense.
E’ notizia di queste ore che nella zona di Neviano degli Arduini (Pr) sono emersi resti parziali di un fossile di ittiosauro. Questo esemplare che dai primi calcoli doveva misurare circa cinque metri di lunghezza ha nuotato nelle nostre valli all’incirca cento milioni di anni fa.

Gli Ittiosauri (dal greco “lucertole pesce“) appartengono all’ordine noto come Ichthyosauria e vissero durante tutto il mesozoico; basandosi sui reperti a disposizione, si è stabilito che i primi esemplari di ittiosauro apparvero nel Triassico inf. (circa 250 m.y.a.) ed almeno una specie sopravvisse fino a 90 m.y.a. nel Turoniano.
I resti di questo esemplare sono venuti alla luce grazie alle ricerche degli archeologi del progetto Inter Amnes dell’Università degli Studi di Parma.

”Si tratta del primo ritrovamento di questo tipo di fossile di ittiosauro nel parmense”, commenta la dott.sa Alessia Morigi coordinatrice dell gruppo di lavoro. Di questa specie di delfino preistorico, sono state rinvenute in tutto dieci vertebre, integre e in buone condizioni, che appartenevano probabilmente alla sua coda.

Il fossile di ittiosauro è stato scoperto nel parmense grazie alla segnalazione di alcuni agricoltori. Il Progetto Inter Amnes, costola del più vasto Programma ‘Sfera’, è finanziato da Fondazione Cariparma. A dirigerlo, la Prof.ssa Alessia Morigi (Dipartimento delle Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali dell’Università di Parma) con il coordinamento degli archeologi Francesco Garbasi e Filippo Fontana ed alcuni studenti dell’ateneo parmense.

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