Disclaimer: il presente articolo è stato revisionato da un esperto in materia e costituisce un primo elemento per leggere un bollettino valanghe. La nivologia, tuttavia è una materia molto complessa, pertanto si invitano i nostri lettori a seguire corsi tenuti da professionisti per poter imparare a comprendere le varie tipologie di manti nevosi.

La stagione invernale sembra essere cominciata sotto i migliori auspici in termini di precipitazioni. Pur con le restrizioni imposte dalla situazione pandemica, è bene non dimenticare mai la sicurezza, perciò cercheremo di fornirvi un minimo di dimestichezza con la lettura del bollettino valanghe, strumento importante (se non indispensabile), del quale si deve prendere visione prima di ogni uscita in ambiente innevato.

Innanzitutto, cerchiamo di capire cos’è il bollettino valanghe.

Il bollettino valanghe è un documento istituzionale che descrive in modo sintetico l’innevamento, lo stato del manto nevoso e il pericolo di valanghe di un determinato territorio usando una scala composta da cinque livelli, detti “gradi di pericolo”.

Esso è il frutto di una serie di parametri:

1) lo stato del manto nevoso;

2) le condizioni di meteo;

3) le previsioni meteo.

Quindi, descrive una situazione esistente al momento della sua emissione e cerca di prevedere la sua evoluzione per il futuro (a breve termine: 24-72 h).

Altra premessa da fare è che il bollettino valanghe si basa su tre concetti, quello di pericolo, quello di danno e quello di rischio.

Il pericolo è una situazione oggettiva e non ha niente a che fare con l’azione dell’uomo; il danno è la possibile conseguenza che potrebbe aversi qualora ci si esponga al pericolo; il rischio è la probabilità di subire un danno nel momento in cui ci esponiamo al pericolo.

È fondamentale capire che il bollettino valanghe si riferisce al pericolo, cioè una situazione oggettiva che sussiste dal momento in cui si deposita la neve su un pendio e indipendentemente dalla volontà dell’uomo, non si riferisce invece al rischio, il quale presuppone un’azione dell’uomo che si porta nel raggio di azione di un’eventuale valanga.

La scala di pericolo descrive la probabilità di distacco di valanghe in una determinata area. È suddivisa in 5 gradi, con livello di pericolo crescente, ma non lineare, bensì esponenziale.

Il grado di pericolo si basa su 4 valori:

  • Consolidamento del manto nevoso;
  • La probabilità del distacco;
  • Le cause del distacco;
  • La dimensione della valanga.

In relazione ai primi due si distingue quindi in un pericolo:

  1. Debole: consolidamento manto nevoso buono; probabilità di distacco su pochissimi e ripidi pendii (superiori a 40°);
  2. Moderato: consolidamento manto nevoso moderato, si richiedono carichi importanti per i distacchi; probabilità di distacco su alcuni e localizzati pendii, anche non ripidissimi (più di 30°);
  3. Marcato: il consolidamento comincia a essere debole su alcuni pendii e moderato nella maggior parte; la probabilità di distacco è presente su molti pendii (più di 30°) e comincia a staccarsi spontaneamente;
  4. Forte: consolidamento debole su quasi tutti i pendii; probabilità di distacco su molti pendii e i distacchi spontanei aumentano;
  5. Molto forte: consolidamento instabile o debole su tutti i pendii, anche con poca pendenza; probabilità di distacco presente in 2/3 dei pendii, anche quelli con poca pendenza;

Cause del distacco.

Il distacco può essere spontaneo o provocato: spontaneo, quando non c’è influenza esterna sul manto nevoso; provocato, quando sul manto nevoso c’è una sollecitazione aggiuntiva.

La scala di pericolo, quindi, tiene conto del tipo di sovraccarico che può creare un distacco.

Sovraccarico debole si ha, ad es.: singolo sci alpinista o ciaspolatore, curve dolci, distanza di sicurezza (c.d. alleggerimento). Sovraccarico forte si ha invece: gruppo di scialpinisti o ciaspolatori; caduta dello sci alpinista o del ciaspolatore, mancanza di distanza di sicurezza.

Dimensioni valanga.

  1. Pericolo debole: valanga di piccole dimensione, c.d. scaricamento, la valanga si ferma su un pendio ripido;
  2. Pericolo moderato: valanga di dimensioni medie, non sono da aspettarsi valanghe spontanee e/o grandi;
  3. Pericolo marcato: valanga di grandi dimensioni, anche spontanee;
  4. Pericolo forte: valanga di dimensioni molto grandi, numerose. Rispetto al grado 3 cambia infatti la frequenza delle stesse;
  5. Pericolo molto forte: valanga di proporzioni estreme. Sono possibili anche valanghe molto grande in numero elevato, in alternativa a un’unica valanga estrema.

E’ possibile consultare il bollettino valanghe direttamente sul sito Meteomont.gov.it oppure scaricando l’app “Meteomont”.

Appennino.tv raccomanda di approcciarsi agli ambienti innevati, nel rispetto delle proprie capacità e conoscenze e sempre muniti di arva, pala e sonda (e saperli usare).

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