Arrivata da poco la ferale notizia, il noto alpinista Cala Cimenti, già protagonista di epiche discese sci a i piedi da 8000 Himalayani, è disperso, assieme ad un amico, sotto una valanga caduta nella zona di Sauze di Cesana, nel canale che scende verso la valle Argentera. E’ stato tracciato uno dei cellulari della coppia, ed è stato possibile così localizzarli sotto il distacco.

Solo poche ore fa aveva aggiornato la sua pagina facebook con splendide immagini in ambiente.

Lo scorso anno aveva sconfitto il Covid19. Carlo Alberto aveva 46 anni, ed era sposato da due anni con l’alpinista Erika Siffredi a cui aveva fatto la proposta di nozze sulle montagne dell’Himalaya.

Cala Cimenti e la moglie Erika Siffredi

Entrambe le vittime erano residenti a Pragelato, un paesino della valle Chisone a pochi chilometri da Sestriere e a una quindicina dal luogo della tragedia. L’altro scialpinista morto è Patrick Negro, 50 anni e due figli, cresciuto a Sestriere ed ex capostazione del Soccorso alpino di Pragelato, dipendente, come membro della direzione sportiva, della Sestrieres Spa, la società che gestisce gli impianti del comprensorio Vialattea.

“Da una prima ricognizione effettuata da valle con il binocolo è stato notato un evidente distacco valanghivo al confine tra i comuni di Cesana e Sauze di Cesana”. L’eliambulanza 118 ha così subito portato le squadre in quota per una ricognizione. Il segnale del cellulare di uno degli sciatori è stato localizzato in profondità sotto la valanga che si è staccata nella zona della Cima del Bosco e di Col Chalvet, il grosso canalone che scende verso la Valle Argentera. Poi, poco prima delle 20, i corpi sono stati recuperati e portati a valle. Erano sotto due metri di neve”

Fonte Soccorso alpino piemontese –

Cimenti è diventato, nel 2015, il primo ed unico italiano ad avere conseguito l’onorificenza Snowleopard, onore che si ottiene dopo aver salito tutte e 5 le montagne più alte delle catene montuose del Pamir e del Tien Shan e, discendendole con gli sci. Nell’estate 2013 “Cala” ha raggiunto la vetta del Korzhenevskaya Peak (7.105 metri), del Lenin Peak (7.134) e del Khan Tengri Peak (7.010). Nel ottobre del 2017 ha raggiunto la cima del Dhaulagiri, a quota 8156, scendendo con gli sci da 7000 metri in giù.

Ma è nel 2019 che Cala conquista il Nanga Parbat, nel Karakorum pakistano; alta 8.126 metri è una delle cime più pericolose del mondo, conosciuta come “montagna mangiauomini” nella comunità degli sherpa.

Il nome di Cala Cimenti è legato anche alla spedizione del 2019 sul Gasherbrum VII, in Pakistan, dove è salito assieme all’alpinista Francesco Cassardo, 30 anni, medico di Rivoli che era in Pakistan per dare una mano a medici e infermieri di un ambulatorio locale.

Dopo la missione umanitaria Cassardo e Cimenti hanno deciso di provare a scendere sciandodalla vetta del Gasherbrum VII. Ma durante la discesa si è verificato un incidente, Francesco Cassardo è caduto scivolando per 450 metri e procurandosi ferite in varie parti del corpo, rimanendo comunque cosciente. Cala Cimenti, dopo aver dato l’allarme ed aver messo in sicurezza il compagno, è tornato al Campo Base ed è risalito con medicinali, sacco a pelo e cibo, passando con lui la notte e salvandogli la vita.

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