Antropostudio nasce circa tredici anni fa per un  “progetto interdisciplinare dove Antropologia, Ecologia ed Outdoor si incontrano per dar vita ad esperienze formative e cammini di consapevolezza indimenticabili” come si legge nel sito.

Damiano Tullio, originario di Roma e alpinista di terza generazione, guida Federtrek, antropologo e terapeuta, è il fondatore dell’iniziativa che si interessa del binomio archetipico, che divide il mondo Civilizzato da quello Selvaggio. Questo aspetto particolare rappresenta un tema dialettico della cultura contemporanea ed è affrontato regolarmente nel lavoro di Antropologo e Guida.

Si indica, nella missione dell’organizzazione che l’uomo è sempre stato e sempre sarà  parte integrante del mondo naturale. Si legge ancora che le relazioni che intercorrono fra spazio esterno naturale e spazio umano, anche nella sua dimensione interiore, non hanno confini ben stabiliti e che è utile scoprire questa divisione  che invece appare impercettibile proprio per la totale interazione  fra Uomo e Natura.

Da anni la progettualità, formazione ed impegno sono lo scopo di riavvicinare l’uomo alle sue radici Biofile essenziali attraverso dei programmi di reintroduzione alla Natura. Concetti  che sviluppati con modalità scientifiche sono denominate AntropoEcologia e Rewilding Esistenziale.

La cultura interdisciplinare dell’Antropologia, della EcoPsicologia, dell’Ecologia, della Biofilia e della Zoologia, viene trasmessa attraverso esperienze dirette sul campo. Modalità che gli  Antropologi definiscono Ricerca Sul Campo ed Osservazione Partecipante.

Quanto esposto  si svolge  in ambienti incontaminati rivivendo esperienze ecologiche vernacolari proprie delle società tribali di Cacciatori e Raccoglitori. L’esperienza è vissuta  in maniera totalizzante dal punto di vista Psicofisico con  un nuovo paradigma formativo e terapeutico dell’Individuo. “Secondo questo sistema di riorganizzazione semantica della figura dell’Uomo in Natura propongono un modello interpretativo della realtà che si trasforma da Ego (Antropocentrico) in Eco”.

In relazione ai cicli stagionali e nei diversi ambiti e luoghi sono sviluppati programmi specifici che vanno a radicarsi nell’anima di chi vi partecipa come indimenticabile.

Essendo nel pieno di un bellissimo inverno in questo momento si svolgono diverse attività in ambiente nevoso, dove più facilmente si possono acquisire tecniche di Cold Therapy e Forestbathing.

Fra quanto  proposto in questo periodo dell’anno la più importante è senza dubbio la Iglu Trek Experience, caratterizzata da un trekking in ambiente montano dedicato interamente alla cultura Inuit.

Da più di tredici anni esiste questo tipo di iniziativa e l’organizzazione è stata la prima a realizzare degli Iglu con stile tradizionale in tutto l’Appennino, dalla Toscana al Molise (nel Centro Italia soprattutto a Monte Livata e Forca d’Acero) trasmettendo quanto appreso durante le ricerche etnografiche svolte sul piccolo popolo artico degli Inuit.

Durante la Iglu Experience  che è una vera esperienza antropologica, si cerca di far comprendere lo stile di vita della popolazione artica con tutte le sue peculiari difficoltà e condizioni. I partecipanti vengono immersi in un mondo fatto di neve e ghiaccio, dove viene illustrato il mondo Inuit, spiegando le peculiarità del loro linguaggio (utilizzano 15 modi diversi solo per denominare le diverse condizioni del manto nevoso), delle loro tradizioni, del loro modo di vestirsi, nutrirsi, cacciare e sopravvivere, ma soprattutto la modalità di costruzione  di un IGLU.

I gruppi sempre molto selezionati e a numero limitato, per mantenere gli standard etico qualitativi vengono guidati nella costruzione della casa di ghiaccio realizzata con dei blocchi cubici ed una specifica tecnica, che generalmente nell’artico ospita un nucleo familiare.

Questa esperienza profondamente edificante prevede un grande livello di condivisione, organizzazione e relazionalità, in cui ognuno è essenziale per la corretta realizzazione dell’obiettivo.

Costruire un Iglu è un momento essenziale e sacro per la sopravvivenza dei cacciatori artici. Terminata la costruzione con il sopraggiungere della sera ci si rifugia nell’Iglu, si impara come accendere un fuoco (la temperatura interna può raggiungere i 17°, con una temperatura esterna di -15°), si consuma un pasto caldo e si ascoltano davanti al fuoco canti di Caccia e Miti dell’antico popolo Inuit. Si crea così quello che in antropologia si definisce un Sodalizio Pantribale, l’incontro fra individui attraverso la voce, il rito, il canto, il fuoco; elementi propri di un nostro passato primitivo nascosti ma presenti anche nella mente degli uomini urbani postmoderni.

La Iglu Experience è un viaggio nella natura e dentro di noi che ci riporta verso  radici antichissime del nostro essere uomini ritrovando i valori essenziali che si celano dietro gesti antichi e spazi di reale contemplazione e semplicità, il sentiero che come ogni altra attività in natura ci riconduce verso noi stessi.

Sul sito www.antropostudio.org si possono trovare tutte le informazioni riguardo le varie attività proposte.

Foto tratte da www.antropostudio.org

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