Si ringrazia il CAI che ha reso possibile questa recensione.

Il Club Alpino Italiano ha dato il via a una nuova collana editoriale, denominata Montagna e diritto, inaugurata con il libro di Gian Paolo Boscariol, “La sentieristica nella normativa e nella giurisprudenza”.

Chi acquista questo volume si rende subito conto di avere tra le mani un lavoro importante e certosino, riguardante un argomento poco trattato, ma di fondamentale importanza, quello del sentiero. Camminare in montagna è sinonimo di libertà e spensieratezza che forse si danno per scontate quando si procede su un percorso ben mantenuto e segnato; purtroppo, non ci si rende conto dell’importanza del lavoro svolto per rendere il cammino per le terre alte il più sicuro possibile.

L’Autore sviscera l’argomento sentieristica sotto tutti i punti di vista, partendo dalla definizione di sentiero (e sul suo fondamento normativo e costituzionale), passando per la disciplina della manutenzione e del soccorso attraverso un incredibile lavoro di analisi anche di tutte le normative regionali più importanti. In particolare, viene rimarcato l’importante compito svolto dal CAI. Infatti, il Club Alpino Italiano, oltre a essere una delle associazioni più rappresentative, possiede dei compiti che gli vengono direttamente demandati dalla legge, la n. 91/1963, la quale, all’articolo 2, dispone che “il CAI provvede … al tracciamento, alla realizzazione e alla manutenzione di sentieri, opere alpine e attrezzature alpinistiche …”. Dalla lettura di questa e altre norme e convenzioni, tutte precisamente indicate, l’Autore conclude che la sede centrale CAI gode nel panorama italiano di una sorta di corsia preferenziale per quanto concerne la manutenzione sentieri, in quanto, pur essendo un’associazione, è considerata un “ente pubblico non economico” e quindi assoggettato alla normativa statale su qualsiasi aspetto.  

Un capitolo viene dedicato al molto sentito tema della sicurezza e responsabilità sul sentiero. Nella congerie giurisprudenziale creatasi sul tema, l’Autore si sofferma su una condivisibile sentenza del Tribunale di Trento, la n. 889/2018, con cui veniva respinta la domanda di risarcimento danni per la caduta di un masso che aveva provocato la frattura di una gamba a un’escursionista. La sentenza viene giustamente sottolineata per il portato di principio, in quanto vi si afferma l’autoresponsabilità del frequentatore, stabilendo che “restano necessariamente fuori dalla sfera di signoria del custode le condizioni dell’ambiente circostante (la montagna), le cui dimensioni e caratteristiche intrinseche sono tali da sottrarsi al governo dell’uomo. Al custode (del sentiero ndr) possono invero essere addossati esclusivamente i rischi che dallo stesso possano essere effettivamente controllati”.

Il libro di Gian Paolo Boscariol colma un vuoto nella letteratura di montagna e rappresenta una summa dalla quale l’appassionato non può assolutamente prescindere. All’Autore vanno fatti i complimenti per avere fatto chiarezza su un tema a torto poco considerato, ma basilare. Libro consigliatissimo.

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