E’ purtroppo notizia di alcuni giorni fà che nei pressi di Bobbio, in Val Trebbia è stato trovato un esemplare di sciacallo dorato ucciso a causa di un incidente automobilistico.

Questo canide, non è volpe, non è lupo, anzi il lupo gli dà pure la caccia è da ormai alcuni decenni ospite permanente delle nostre montagne.

Nonostante sia facilmente confondibile con il lupo “classico” vi sono delle differenze morfologiche sostanziali: generalmente è più piccolo, conseguentemente più leggero, gli arti più corti e la coda più corta. La testa dello sciacallo d’orato è meno tozza di quella del lupo, con una fronte meno elevata e un muso più stretto e appuntito; più filante ad indicare quasi la maggiore propensione per la velocità.

Nel morso poi le maggiori differenze si esprimono con canini grandi e tozzi, ma relativamente più snelli di quelli del lupo, e i suoi carnassiali poco robusti.

Già ad aprile di questo anno, c’era stato un primo avvistamento a Caorso bassa provincia zona del Pò – ma la carcassa poi non fu ritrovata, restarono solo alcuni scatti fotografici – ma quello non stupì molto; infatti la zona del Po sarebbe più popolata dalla specie, che conta in tutta Italia massimo duecento esemplari.

Da quando attraversò i Balcani nel 1984 per addentrarsi nel Friuli, come spiega il veterinario Mauro Ferri, collaboratore del massimo esperto nazionale Luca Lapini del museo di storia naturale di Udine, il suo areale è stato in costante espansione.

Questa volta, invece, e per la prima volta, lo sciacallo è in montagna: investito da un’auto (non si sa chi la guidasse) è stato trovato già morto dai naturalisti Marcello Tosca e Letizia Milani.

Dove? Nel territorio bobbiese, pieno Appennino. L’animale è stato sottoposto a radiografia al Centro recupero di animali selvatici di Niviano. C’è la conferma: è proprio il leggendario sciacallo.

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