Margherita Scoppola, istruttrice di scialpinismo alla Scuola Paolo Consiglio del CAI Roma , si è cimentata in una traversata scialpinistica molto impegnativa.

Classe 1964, Professoressa di Economia all’Università di Macerata ha messo gli sci ai piedi a due anni e mezzo per la prima volta e non li ha lasciati più. Una passione che si è confermata negli anni e che le ha permesso di prepararsi per compiere l’itinerario. Frutto della ricerca di un percorso che attraversasse l’Appennino da est a ovest completamente con gli sci, possibilmente senza toglierli mai e senza usare mezzi meccanici. La traversata, di 165 chilometri con 6.810 metri di dislivello in salita, ideata nell’autunno scorso, è stata effettuata in sei giorni (2 marzo 2022 – 7 marzo 2022) e si è concretizzata con la partenza da San Nicolao (Caramanico Terme, Pescara) e conclusa a Prato di Mezzo (Picinisco, Frosinone). La scialpinista ha tolto gli sci giusto per un tratto di un chilometro in cui ha dovuto camminare sull’asfalto.

Di seguito le tappe del percorso:

  1. San Nicolao – Monte Amaro
  2. Monte Amaro – Campo di Giove
  3. Campo di Giove – Bosco Sant’Antonio
  4. Bosco Sant’Antonio – Piano delle Cinque Miglia
  5. Piano delle Cinque Miglia – Barrea
  6. Barrea – Prati di Mezzo

Il progetto prevedeva di partire con un’amica e di pernottare in tenda. I programmi sono cambiati poiché la sua amica a causa di un infortunio non ha potuto partecipare e quindi è stata accompagnata in vari tratti da diversi compagni. Solamente l’ultima tappa, da Barrea a Prato di Mezzo, Margherita Scoppola l’ha effettuata interamente da sola.

La prima notte è stata trascorsa al bivacco Pelino, con una temperatura di circa -10°, in cima al monte Amaro (2.793 mt, Majella) dove l’istruttrice ha tirato un grande sospiro di sollievo quando ha visto che la porta del bivacco non era bloccata dal ghiaccio e che quindi si riusciva ad aprire in modo facile, forse la gioia più grande della traversata. Nei giorni successivi, le varie soste, per via delle condizioni climatiche avverse, sono state effettuate dai partecipanti nei bed e breakfast ed agriturismi, dove hanno potuto cenare e riposare più comodamente.
Mentre i momenti più difficili e faticosi sono stati soprattutto nel Vallone Rosso che arriva a Barrea, sotto al monte Greco (Monti Marsicani), per via della neve alta che ha obbligato ad una progressione molto lenta.

Non ci sono state difficoltà particolari lungo il tragitto, tranne il fatto che, a causa del freddo, le batterie degli apparecchi elettronici avevano una durata limitata con non pochi problemi nella ricarica.

Conclude la protagonista: “un’itinerario che non conoscevo, se non alcune zone, e quindi è stato anche un modo per esplorare settori e vallate in cui non ero mai stata”.

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