Continua la nostra rubrica sugli animali del nostro territorio, questa volta esploreremo il mondo di un particolare tipo di rettili privo di zampe: gli Ofidi anche comunemente detti Serpenti. Tuttavia esistono moltissime specie di serpenti al mondo, di cui circa 18 in Italia mentre i nostri sforzi andranno soltanto ad una in particolare: il Biacco.

Articolo a cura di Marco Giorgi

Il Biacco (Hierophis viridiflavus), anche detto Milordo o Colubro verde e giallo, è un serpente che fa parte della famiglia dei Colubridi che comprende tra l’altro il Serpente del latte ed il Serpente del grano.
La prima cosa che si pensa dei serpenti in genere è se possano essere potenzialmente velenosi, tuttavia nel caso del Biacco si può stare tranquilli.
Infatti questo rettile possiede una dentizione di tipo “aglifa”, ovvero priva dei tipici denti del veleno, ciò la rende una specie innocua per l’uomo.

Il nome “Biacco”, originario della Toscana, deriva da “biacca”, ovvero carbonato di piombo basico, che a sua volta deriva dal longobardo “blaih” che significa pallido.

La cosa che più di tutte affascina del Biacco è il suo aspetto: esso presenta una colorazione prevalentemente nera sulla zona superiore del corpo e bianca sul ventre, invece il capo ed il dorso presentano delle screziature di colore giallo formando un complesso reticolo irregolare che a partire dal basso ventre e fino all’estremità caudale assume l’aspetto di un fascio di circa venti linee longitudinali giallo-verdastre, tuttavia nell’Italia meridionale ed insulare vi sono popolazioni maggiormente melaniche.

Generalmente gli adulti raggiungono circa 130 cm di lunghezza, ma sono stati registrati esemplari lunghi anche 2 m. Le femmine sono più grandi dei maschi e negli adulti la colorazione di fondo delle parti superiori è verde-giallastra, i piccoli invece presentano un pattern con una testa che presenta già un reticolo giallo e nero mentre il resto del corpo presenta una tonalità grigio-celeste uniforme, questo fino al primo anno di età.

Non è solo l’aspetto ciò che contraddistingue il Biacco, notevoli sono soprattutto le sue grandissime capacità “atletiche”.

E’ un serpente particolarmente veloce ed agile che può raggiungere gli 11 km/h, a tal punto da risultare un ottimo scalatore di pareti, inoltre si destreggia egregiamente nel nuoto.
Queste abilità lo rendono un temuto predatore, nella sua dieta in particolare rientrano piccoli sauri e serpenti (tra cui Bisce d’acqua e Vipere), uova d’uccelli e nidiacei (anche adulti di piccole specie all’occorrenza), piccoli mammiferi come topi e ratti, anfibi anuri, urodeli ed apodi e, sfruttando le proprie capacità natatorie, piccoli pesci.
E’ un assiduo lottatore e non è insolito trovarlo a combattere contro ramarri, lucertole ocellate e grossi rospi, spesso con esiti incerti.

Tuttavia di fronte ad un predatore come metodo di difesa usa la fuga e solo se in trappola comincia a mordere ripetutamente l’aggressore.

Conduce uno stile di vita diurno e nel periodo primaverile i maschi lottano tra di loro per contendersi una femmina, l’accoppiamento poi avrà luogo tra aprile e giugno e poi successivamente quest’ultima depone 5-15 uova in un luogo riparato come sotto le pietre. Le uova sono facilmente riconoscibili in quanto presentano delle incrostazioni a forma di stella e dopo due mesi, tra agosto e settembre, nascono dei piccoli lunghi circa 25 cm.

Possono essere ritrovati in numerosi habitat, tra i quali macchia mediterranea, margini dei boschi e radure, zone rocciose, muri a secco, siepi ed aree coltivate, inclusi anche giardini. In Italia è distribuito particolarmente al Nord, mentre lo si può trovare anche in Francia meridionale e Corsica, nord-est della Spagna nel sud della Svizzera, in Slovenia, in Croazia ed a Malta ed esiste una popolazione introdotta in tempi remoti sull’isola di Gyaros in Grecia.

Risulta essere tra i serpenti più investiti dagli autoveicoli e nonostante sia una specie comune, classificata dalla Lista Rossa IUCN come non minacciata (LC), esso è inserito tra le specie salvaguardate dalla Convenzione di Berna e dalla direttiva europea “Habitat” (Legge n. 357/2007).

Vi sono numerosi nomi con la quale il Biacco è riconosciuto in Italia, il nome Milordo infatti deriva da “milord” ovvero come questo animale è nominato nel dialetto milanese. In Italia centrale invece viene nominato “frustone” perché secondo la credenza popolare era in grado di dare potenti frustate. In Sardegna è nominato “curora pizzunaggia” proprio per la sua capacità di mangiare uccelli. Vi sono tanti altri nomignoli affibbiati a questo fantastico serpente, purtroppo vittima di numerosi incidenti stradali o uccisioni in quanto scambiato per una specie velenosa. Tuttavia anche in caso di animale potenzialmente velenoso vi invitiamo a non farmi prendere dall’isteria e di lasciare indisturbati questi animali in quanto sono parte di un delicato ecosistema che si sta sgretolando.

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