Continua la nostra rubrica riguardante gli animali che vivono sul nostro territorio, vorrei inizialmente augurarvi in ritardo un buon anno e spero abbiate passato delle meravigliose feste.
Ritornando all’argomento oggi vi voglio parlare di un essere unico, che vive in un solo luogo in
tutto il mondo, stiamo parlando del Chirocefalo del Marchesoni (Chirocephalus marchesonii).
Questo piccolo artropode è un crostaceo branchiopode, una classe di crostacei primitivi
assomiglianti a gamberi e che comprendono anche le “Scimmie di mare” e le Pulci d’acqua,
entrambe allevate come cibo per acquari.
Ma perché questo piccolo animale è così speciale? La sua peculiarità è la sua collocazione
geografica: è endemico del Lago di Pilato, un piccolo specchio d’acqua di origine glaciale racchiuso nel massiccio del Monte Vettore, nel Parco nazionale dei Monti Sibillini più precisamente nelle Marche. Il lago si trova ad una quota di 1941 m s.l.m. circa e può essere raggiunto a piedi da Foce di Montemonaco, viene spesso chiamato “lago con gli occhiali” a causa della forma degli invasi complementari e comunicanti durante i periodi di maggiore presenza d’acqua.
Il ritrovamento di questo branchiopode è dovuto al biologo Vittorio Marchesoni nel 1954, quando all’epoca era direttore dell’Istituto di Botanica dell’Università di Camerino.
Marchesoni era solito fare delle escursioni nella zona e durante una di esse scoprì questo animale, dopodiché vennero effettuati nuovi campionamenti stabilendo che si trattasse di una nuova specie che venne nominata in onore del suo scopritore.

Lago di Pilato – Foto Tatiana Marras


Distinguere un Chirocefalo dagli altri branchiopodi è piuttosto facile, esso presenta un corpo
allungato di forma cilindrica e non ha un carapace. Il corpo presenta una metameria evidente con
una suddivisione in tre regioni: capo, torace provvisto di undici paia di appendici natatorie ed aventi funzione respiratoria, addome che nel suo tratto iniziale ospita un sacco ovigero nelle femmine ed una coppia di peni pari nei maschi.


Anche la locomozione natatoria è piuttosto particolare, infatti nuotano con la superficie ventrale del corpo rivolta verso l’alto sbattendo in maniera metacronale le appendici toraciche. Questa strana posizione sembra essere derivata da un effetto di fototropismo positivo, ovvero un fenomeno relativo di organismi biologici rispetto ad una sorgente luminosa e causato dalla distribuzione laterale di auxina. Questa specie presenta una colorazione rosso corallo e raggiunge, in entrambi i sessi, una taglia di 9-12 mm. E’ una specie planctonica capace di resistere a forti stress stagionali, adattamento che gli ha permesso di vivere in questi ambienti caratterizzati da temporanee e piccoli bacini astatici, con periodi di assenza d’acqua dovuti a prosciugamento o congelamento) e/o da fluttuazioni di livello e anche da oscillazioni dei parametri fisico-chimici spesso notevoli. Tuttavia questi piccoli organismi hanno sviluppato un ingegnoso stratagemma per sfidare queste avversità, ovvero la produzione di forme di resistenza dette cisti. Queste sono uno stato di quiescenza dove l’embrione, il cui sviluppo viene arrestato a livello di gastrula, è isolato da una parete protettiva che gli consente di mantenere vitalità finché non si creino condizioni idonee alla schiusa.
Le cisti deposte di stagione in stagione non schiudono tutte ma una parte rimane nel sedimento
costituendo in questo modo un’ulteriore garanzia per il futuro della specie.
Le uova risultano sferiche e, se paragonate a quelle di altre specie congeneri italiane, di grandi
dimensioni (circa 0,43 mm di diametro).


Lo sviluppo è anamorfo, ovvero l’embrione schiude come larva nauplio e la forma adulta viene
raggiunta con una serie di modifiche graduali del corpo, aggiungendo man mano nuove appendici e segmenti. Il suo ciclo biologico è sincronizzato e strettamente dipendente dal ciclo idrologico annuale del lago e si ripete con una certa regolarità in un arco di tempo compreso tra inizio giugno e fine settembre. Per quanto le cisti rappresentino un buon sistema di difesa contro le perturbazioni che affliggono le acque, possono poco contro l’impatto antropico. In particolare il rischio maggiore è rappresentato dal cambiamento climatico, dove organismi che vivono ad alta quota sono fortemente vulnerabili alle alte temperature. Il Lago di Pilato è considerato un areale relitto che, grazie a particolari condizioni orografiche e climatiche, garantisce un rifugio sicuro per il Chirocefalo dei Marchesoni ed altre specie stenoterme che, secondo l’IPCC, nel giro di 10 anni potrebbero estinguersi. La zona è soggetta a continuo monitoraggio, soprattutto per la salvaguardia del piccolo crostaceo, cercando di preservare il più possibile l’habitat, vietando l’accesso hai visitatori. Questo piccolo “eroe” ha ispirato in particolare il gruppo emiliano Offlaga Disco Pax per il loro brano Fermo!, descrivendo questo crostaceo come “una imbarazzante difesa degli status quo”, e il fumettista Giacomo Nanni per la sua opera Atto di Dio dove impersona il narratore.

Articolo a cura di Marco Giorgi

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