In esclusiva per appennino.tv la Guida Ambientale Escursionistica FIPTES Francesco Mancini, oggi in veste di cronista, ci racconta l’inaugurazione della mostra organizzata ad Avezzano per i 60 anni della posa sul Monte Velino della Madonnina. Un racconto emozionante che il caso ha voluto seguisse parallelamente nei tempi il suo percorso di vita e di montagna insieme a colei che da 60 anni svetta a quota 2487 metri sopra la Marsica. 

Autoscatto del 4 Luglio 2026 di Francesco Mancini (Direttivo CAI e DdE CAI Isernia, Vice Presidente Club 2000m e AEV FederTrek) mentre festeggia con le candeline i suoi 60 anni e quelli della posa della Madonnina sul Monte Velino. 

Non potevo che concludere accanto alla Madonnina del Monte Velino i giorni di festa dedicati ai miei 60 anni sulla cima più elevata del gruppo montuoso Sirente-Velino, terzo gruppo montuoso degli Appennini e dell’Italia peninsulare, dopo il Gran Sasso e la Maiella. 

2487 metri di altezza nei pressi del confine geografico dell’Abruzzo Nord-Occidentale (Marsica) con il Lazio orientale (Cicolano), tra la piana del Fucino e le valli dell’Aterno e del Salto affiancati dalle montagne della Duchessa a nord-ovest e dal massiccio del monte Sirente a sud-est, dal quale è separato dall’altopiano delle Rocche. 

Arrampicando sul canalino con una traversata di 19 Km per 1700 metri di dislivello complessivo salita si raggiunge una montagna che rappresenta la mia infanzia. 

Era il 1974, avevo 8 anni, abitavo ad Avezzano e dalla finestra di casa ammiravo la maestosità di quella incredibile vetta che si ergeva come l’Everest per un bambino (ma anche oggi) sulla piana del Fucino. 

Quell’imponente bastione roccioso era il Monte Velino ed io abitavo incredibilmente in Via Monte Velino. 

Il 10 Luglio del 1966, esattamente 8 giorni dopo la mia nascita, gli Alpini di Avezzano, Celano e Rosciolo portano a quota 2487 metri la Madonnina che ci ha fatto compagnia in tutti questi decenni orientandone il volto verso Avezzano come simbolo di protezione e vicinanza alle genti marsicane. 

L’idea di collocare una statua della Madonna sulla vetta nacque grazie a Nino Sorgi ed Ercole Di Folco, che, dopo aver raccolto i fondi necessari, nel gennaio del 1966 si recarono a Roma per acquistare la statua presso il laboratorio artigiano Bosisio. 

Negli anni la Madonnina del Velino è diventata un riferimento spirituale e identitario per l’intero territorio, meta di pellegrinaggi e appuntamenti che si rinnovano ogni estate. 

Ed io intanto dalla finestra della mia cameretta sognavo il Monte Velino dicendo fra me e me che da grande volevo arrivare fin lassù. 

Questo gruppo morfologico sembrava il corpo di una donna sdraiata con il seno protettrice di una mamma rappresentato dalle vette del Velino e del Cafornia fino al ventre concretizzato nelle alture della Sentinella e della Magnola. 

Proprio sul Monte Velino realizzai la mia prima solitaria, senza incontrare nessuno, il 13 Agosto del 1997 ma all’epoca in montagna andavano in pochi. 

Non è un caso infatti che il LOGO del mio Blog Esplorando X https://www.esplorandox.it/chi-sono idealizza proprio quello che vedevo dalla mia abitazione: Rozza, Sevice, Costognillo, Velino e Cafornia. 

Per questo motivo le emozioni che provo sono ancora così forti. 

Come non è un caso che uno dei raduni in montagna che ho organizzato per il Club 2000m fu proprio il 10 Luglio del 2016 in occasione dei 50 anni della Madonnina in collaborazione con il Club Alpino Italiano di Avezzano.

Questo perché nel 2015, dopo quasi cinquant’anni di esposizione alle intemperie, la statua venne riportata a valle dagli “Amici del 50°“ che quasi nessuno conosce veramente ma che invece approfitto oggi di svelarne i nomi: Rodolfo De Angelis (noto ristoratore con la sua Antica Osteria Tiro a Segno ad Avezzano), Pino Di Mario, Paolo Neri e Fabio Antifora anima storica del CAI di Avezzano che meritano questo riconoscimento per la dedizione sempre occulta al territorio e alla montagna.

Rodolfo De Angelis uno dei rappresentanti degli “ Amici del 50° “

Insieme agli Amici del 50° non potevano mancare numerosi Alpini volontari così da permettere alla Madonnina di essere restaurata presso il Laboratorio Brai di Roma.

Sempre presenti sia idealmente che materialmente il Gruppo Escursionisti del Velino (GEV) https://www.montevelinogev.it/ con il Presidente Giovanni Di Girolamo a cui dobbiamo la perfetta tenuta della sentieristica e del Rifugio Capanna di Sevice che fece parte della logistica durante questi eventi. 

Dopo i lavori il bellissimo volto di Maria intraprese un lungo pellegrinaggio nelle chiese della Marsica (ben 27) e nel Giugno 2016 fu addirittura benedetta da Papa Francesco in Vaticano. 

Papa Francesco e la Madonnina

Successivamente venne riportata sulla vetta del Velino rinnovando idealmente il gesto compiuto dai protagonisti della idea originaria.

Per questo motivo volevo risalire anche io sul Velino insieme ai cari amici Fabio Notari (Maestro MTB) e le mie Anime d’Appennino Tiziana Ilari (Collega FIPTES) e Alessandra Lemma (Maestra Yoga).

La prima volta che sono salito per la Direttissima è stato il 16 Ottobre del 2011 e l’ultima volta era stato nel 2018. 

Mancavo da troppo tempo su quello che ritengo essere l’itinerario più bello per salire su questa vetta rappresentata magistralmente dalla foto di copertina scattata alle 04.14 del 5 Luglio 2026 dal fotografo e grande montanaro Giancarlo Lucci giunto apposta da Roccasecca di Frosinone per festeggiare i 60 anni della Madonnina. 

E proprio in occasione del 60° anniversario della posa della Madonnina del Velino, il Gruppo Alpini di Avezzano, con il patrocinio del Comune di Avezzano e il prezioso supporto dell’Associazione Amici del 50°, promuove la mostra fotografica “ Fin dove arriva il cuore – La Madonnina del Velino ”. 

L’esposizione si terrà fino a Domenica 12 luglio 2026 presso il Salotto di Città Nicola Irti, ad Avezzano.

“La mostra rappresenta un omaggio a una delle pagine più significative della storia alpina e della devozione popolare marsicana attraverso immagini storiche, documenti e testimonianze“ 

Con ingresso libero l’inaugurazione è avvenuta alle ore 18 di Lunedì 6 luglio 2026.

Salvatore Seritti rappresentante del Gruppo Alpini di Avezzano ha aperto i lavori.

Don Adriano Principe Parroco della Cattedrale di Avezzano ha benedetto i presenti e la mostra.

Loreto Sorgi figlio di Nino ha lasciato un ricordo del Padre ideatore della posa.

Alberto Santucci ha narrato in modo partecipativo ed egregio la storia della Madonnina.

Non poteva mancare in rappresentanza del Comune di Avezzano il Vice Sindaco Avvocato Patrizio Ridolfi. 

Dopo il taglio del nastro anche il Sindaco di Avezzano Giovanni Di Pangrazio è giunto ad ammirare la storia fotografica degli alpini che con sulle spalle la Madonnina, i sacchi di cemento, la calce e i ferri necessari hanno permesso la realizzazione del basamento destinato ad accoglierla sulla vetta.

Il taglio del nastro

In rappresentanza dei CAI di Avezzano fra i presenti il Presidente Antonio Massimiani, il Direttivo Valeria Fiocchetti e la storica Antonella Perna con Peppino Corridore.

Il Presidente del CAI di Avezzano Antonio Massimiani con il Direttivo Valeria Fiocchetti

Anche il Gruppo Escursionisti del Velino con l’Accompagnatore FIE Pasqualino De Michelis mentre Francesco Proia si è reso disponibile alla verifica di alcuni sentieri del Parco Velino-Sirente insieme ad altri volontari esperti nel settore.

A sinistra Pasqualino De Michelis con il Sindaco di Avezzano Giovanni Di Pangrazio

Ammirando gli scatti di un tempo si trova le conferma che:

“Tra pietra, fatica e silenzio, le immagini raccontano il coraggio, la determinazione e lo spirito di fratellanza di uomini che trasformarono una difficile ascensione in un gesto di fede e amore per la propria terra“

“I volti segnati dalla salita, i momenti di condivisione e la forza della comunità restituiscono il valore umano di quello che ancora oggi continua a emozionare e a tramandare i valori più autentici del mondo alpino. Ogni fotografia custodisce il peso della montagna e la forza degli uomini che la sfidarono. Un viaggio nella memoria, nella devozione e nello spirito di sacrificio di una comunità. Perché alcune vette non si conquistano soltanto con i passi, ma con il cuore“

L’esposizione resterà aperta al pubblico fino al 12 luglio 2026, con i seguenti orari: 10-13 e 16-20. 

Da sinistra il Vice Sindaco di Avezzano Patrizio Ridolfi, Fabio Antifora degli Amici del 50° e storica figura dirigenziale del CAI di Avezzano, Pasqualino De Michelis e l’atleta Francesco Proia.
Con la grande montanara Oumnia Haraka del Club 2000m e del CAI Alta Valle dell’Aterno
A Sinistra Antonella Perna con Gianfranco Rosati Ex Consiglieri del CAI di Avezzano

Il sabato e la domenica l’apertura sarà prolungata fino alle ore 23.

Ringraziando i miei amici per l’affetto e i regali donati per lo speciale compleanno ritorno a Roma di notte ripensando che sono passati 60 anni da quando quel bimbo sognava quello che poi sarebbe accaduto nel corso dei decenni successivi. 

Perché alcune vette non si conquistano soltanto con i passi, ma con il cuore.

Quel cuore che non dimenticherà mai Gian Mauro Frabotta sulla neve sotto alla riproduzione della Madonnina insieme a Tonino Durante, Gianmarco Degni e Valeria Mella “ i 4 Angeli del Velino “.

“ Sarò sempre ad un passo da Voi… “

One thought on “La Madonnina del Monte Velino compie 60 anni con una mostra ad Avezzano”

  1. Grazie ad Appennino TV per aver dato risalto a questo evento tanto caro a tutti gli amanti della montagna. Un plauso particolare all estensore dell’articolo il grandissimo appenninista Francesco Mancini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *