Davos, 24 gennaio 2020 – Poche ore di ritardo sulla tabella di marcia prevista inizialmente e tanta determinazione per portare a termine la spedizione: i quattro alpinisti italiani partiti da Busto Arsizio martedì 21 gennaio sono arrivati nella notte a Davos, dove hanno passato la notte in un piccolo igloo self-made e oggi aderiranno allo sciopero Fridays for Future.

Con nota 0057206 del 21 gennaio, la Regione Lazio ha disposto il divieto di arrampicata sulla parete di roccia “Peschio delle Cornacchie” nel Comune di Filettino, posta a quota 1920 mt che ricade nella Zona di Protezione Speciale (ZPS) IT6050008 Monti Simbruini ed Ernici e nel Parco naturale regionale dei Monti Simbruini.

Dal 2015 il Parco collabora, insieme ad altri Parchi Nazionali, a un importante progetto finalizzato ad aumentare le conoscenze sulla presenza e distribuzione della lepre italica (Lepus corsicanus), una specie classificata come “minacciata” secondo i criteri dell’International Union for Conservation of Nature and Natural Resources (IUCN) e sulla cui conservazione insistono diverse problematiche.

Chiusa ufficialmente, a un mese dalla partenza dall’Italia, la spedizione pakistana degli alpinisti Simone Moro e Tamara Lunger. Una decisione sofferta ma inevitabile, dopo essere stati “a un passo da un epilogo tragico”, come dichiarato da Moro a seguito dell’incidente verificatosi sabato 18 gennaio, durante la salita verso il C1 del Gasherbrum I (8.080m). Prima vetta del loro ambizioso progetto per l’inverno 2019/2020, che prevedeva il concatenamento del GI con il GII (8.035m), effettuato per la prima volta nel giugno del 1984 da Reinhold Messner e Hans Kammerlander.

La falesia si trova fra Via Appia Antica (chiusa al traffico) e via di Fioranello, ed è facilmente raggiungibile da Roma e fuori Roma percorrendo la via Appia Nuova, ed uscendo in corrispondenza dell’Aeroporto di Ciampino.