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In questo inverno così anomalo e scarso di neve, andiamo in cerca di canali fattibili sopra i 2000 m. La scelta è quasi obbligata, ed è il Gran Sasso.

Da tempo avevo programmato una salita per il canale Moriggia-Acitelli, più impegnativo e, a detta di tutti, più appagante nella sua linearità dalla base fino alla vetta rispetto alla vicina Direttissima.

Il blocco del traffico veicolare a Roma ci aiuta nel raggiungere in fretta la stazione della funivia di Fonte Cerreto, dove arriviamo persino con mezz’ora di anticipo sulla prima corsa delle 8.00! E’ già una buona notizia, in quanto il mio pessimo stato di forma aerobica mi rallenta tantissimo nella progressione su neve.

Arrivati a Campo Imperatore alle 8.00, lo spettacolo della piana è abbastanza desolante e più consono al periodo di maggio, che alla fine di febbraio; in compenso la parete sud del Corno Grande sembra promettere bene.

Ci incamminiamo subito per il sentiero estivo per la sella di Monte Aquila, che presenta comunque pochissima neve e quindi pochi rischi di distacco. Il percorso è agevole anche senza ramponi, fino alla curva che fa volgere il sentiero verso la sella, dove è opportuno calzarli. Si supera senza una linea obbligata la cornice della cresta e si entra nel circo glaciale di Campo Pericoli. Appena superiamo la cornice siamo investiti da un forte vento, e se fino a quel punto avevamo evitato di indossare il guscio ora è il momento di farlo. Finalmente riusciamo a vedere la linea del nostro canale e sembra ben messa.

Ci avviamo senza percorso obbligato fino al Sassone, completamente fuori dalla neve, ed è uno spettacolo a cui non siamo abituati in questa stagione.

Dal Sassone si procede lungo la cresta, fino al bivio fra la direttissima e il percorso attrezzato per il bivacco Bafile.

In questa immagine di repertorio è possibile notare come le condizioni di innevamento siano molto differenti dal solito.

Si prende il percorso (bolli) in direzione della ferrata per il Bafile. Indossiamo ancora i ramponi, ma si passa su roccia e sassi, più che altro.

Appena si intravedono i cavi della ferrata, abbandonare il tracciato e salire su un triangolo di neve molto ripido, verso destra, fino a superare il filo di cresta ed affacciarsi sulla base del canale Moriggia-Acitelli.

Questo traverso è abbastanza delicato, ed è il caso di legarsi in conserva prima di affrontarlo.

Il canale è abbastanza largo, nella parte iniziale, e la pendenza si mantiene costante sui 45°. Il manto nevoso è ottimo.

Si arriva velocemente alla strozzatura, che troviamo parzialmente priva di neve, sulla destra c’è un piccolo muro di ghiaccio; passiamo sulla sinistra, con un passo di misto ed aggrediamo un po di ghiaccio con le picche, che tengono bene; alla base del salto si vedono dei cordini, forse sarebbe stato meglio fare un tiro e proteggersi, ma abbiamo continuato in conserva.

Dopo la strettoia ed il salto la pendenza tornasui 50° e, dopo un centinaio di metri sulla destra vediamo l’accesso del canale della Roux-Ghiglione, con il salto decisamente asciutto; una occhiata alla traccia sul GPS per sicurezza, e ci orientiamo decisamente verso sinistra; si passa su delle roccette che interrompono il manto nevoso e si riprende a salire direttamente verso la vetta, ormai in vista.

Dopo le foto di rito, e dopo aver assistito, ammirati, alle gesta di Cristiano Iurisci, Gianluigi Ranieri ed il loro amico Giovanni, impegnati su una difficile via che sale vicino al canale centrale (“Alla faccia dell’australopiteco”, Daniele Nardi, Emanuele Pantone, 2010), ci spostiamo verso il Bissolati.

La discesa è delicata in alto, su crosta ghiacciata, fino alla strettoia, che è completamente ghiacciata (e la placca suona a vuoto, quando la colpiamo con le picche) e poi più semplice in basso, su un bello strato di neve trasformata. Il canale non sembra sciabile per intero.

Rapidamente guadagniamo la sella di Monte Aquila rimanendo in quota, e riusciamo rientrare per l’ultima corsa della funivia, alle 17.00.

Giornata meravigliosa, un regalo finale di un inverno mai veramente cominciato.