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Queste due cime poco note e poco frequentate, si trovano al confine del PNALM e costituiscono una breve dorsale secondaria.
La cresta che congiunge le due vette è molto panoramica e regala meravigliose vedute sulle vicine Mainarde, sui monti della Meta e sulla frontale riserva integrale del monte Tartaro, Petroso e della Camosciara, dalle quali è separata dalla bellissima Val Canneto. Grazie a questa vicinanza è sovente possibile fare incontri con i camosci durante il percorso.

L’escursione può risultare impegnativa per il dislivello ma non presenta alcuna difficoltà tecnica ed è pertanto adatta a tutti i camminatori allenati.

Itinerario

Dal versante laziale, il punto di partenza si trova nel comune di Settefrati, sulla strada che porta al santuario della Madonna di Canneto. è possibile lasciare l’auto in un parcheggio riconoscibile dalla presenza di una statua di Don Bosco, a quota 1100 m. circa.
Da qui ci sono due possibilità: tornare indietro di poche centinaia di metri e prendere una comoda sterrata che sale più dolcemente o prendere subito il sentiero che si inerpica più diretto dietro le nostre spalle. Per quando riguarda la salita, abbiamo scelto questa seconda opzione.

Si sale abbastanza velocemente, attraversando tratti di bosco e radure (località Casalorda da IGM). Intorno a quota 1800 il panorama si apre verso i monti della Meta e la riserva integrale, alla nostra destra, sopra la rigogliosa Val di Canneto, si stagliano le Mainarde, il Tartaro, la Torretta Paradiso e il Monte Meta. 

Continuando sul sentiero ora in cresta, con una piccola deviazione in direzione nord-est è possibile raggiungere la panoramica vetta del Guado delle Capre 1962 m.
Mentre proseguendo sul sentiero, piegando leggermente a sinistra (ovest) riconosciamo la vetta del Rocca Altiera 2018 m.
Da qui la veduta, a picco sulla Valle di Canneto, è davvero spettacolare e in un solo sguardo ci offre tutta la bellezza delle Mainarde e dei monti della Meta.

Proseguendo sulla cresta in direzione nord e poi piegando a sinistra (ovest) si giunge sul Bellaveduta che con i suoi 2061 m. costituisce la cima più alta di questa breve dorsale.
Lungo il tragitto di cresta tra le due vette possiamo riconoscere, alla nostra destra, il monte Petroso, il Capraro, il Balzo della Chiesa, il monte Irto e la Camosciara.

Continuando la piacevole cavalcata di cresta in direzione sud ovest si raggiunge in poco tempo la vetta sud-ovest del monte Bellaveduta a quota 1985 m.
Da qui si può riscendere verso il Colle S. Bernardo perdendo quota fino alla Valle Canari dove si intercetta la sterrata, trascurata all’andata, che riporta a poche centinaia di metri dal parcheggio, percorrendo così una sorta di anello.