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Questo percorso descrive la salita alla Serra di Celano dal suo versante più dolce e graduale, quello da Ovindoli per la cresta orientale. L’itinerario è breve, dunque adatto da percorrere anche nelle più corte giornate invernali. Il sentiero è privo di difficoltà tecniche e con poco sforzo permette di godere di un panorama a 360 gradi.
Grazie alla sua posizione strategica, leggermente decentrata rispetto alle altre vicine cime più elevate, la Serra di Celano costituisce infatti un punto di vista privilegiato offrendoci in un unico sguardo lo spettacolo del gruppo del Velino, della Majella, della Marsica e del Gran Sasso.

Nella seguente decrizione, oltre alla salita per la conosciuta vetta, vi portiamo alla scoperta di un’altra vetta poco nota che, a pochi minuti di cammino, offre un affaccio straordinario sulle gole di Celano e il monte Etra. 

Itinerario

Superato il paese di Ovindoli, in direzione della sua pineta e seguendo le indicazioni per il Rifugio La Serra, si percorre, a piedi o in macchina, l’ampia sterrata bianca che parte da una curva a gomito e che conduce al fontanile dei Curti (1470 m.).
Da qui la sterrata si fa più stretta e malmessa, si procede dunque a piedi per un altro breve tratto e una serie di tornanti per poi lasciare la sterrata, non appena questa inizia a perdere quota, salendo a sinistra su evidenti tracce.
Si prosegue su facile sentiero risalendo lungo l’evidente dorsale i pendii erbosi, ricchi di cespugli di rosa canina, della Valle dei Curti.
Non vi è un unico sentiero obbligato ma una molteplicità di piccoli sentieri, fossetti e  mulattiere. Nonostante la ragnatela di tracce, la direzione è comunque evidente, intuitiva e, procedendo a vista, senza possibilità di errore. Si risale dunque la dorsale e una serie di pendii fino a raggiungere uno “spiazzo” dove il sentiero piega nettamente a destra per salire in cresta.
Ci troviamo sulla Sella dei Curti 1824 m. , attacco della cresta (alla nostra destra) e terrazza panoramica dove vale la pena fare una sosta per ammirare l’affaccio sulla sottostante Piana del Fucino, vista che ci accompagnerà per tutta la parte finale della salita. In questo punto è frequente la vista dei grifoni che volteggiano sopra la Piana e l’incontro con i cavalli selvaggi.

La parte sommitale e il tratto di cresta è più roccioso e, in alcuni brevi passaggi, comunque facili, potrebbe risultare più impegnativo per i meno esperti. Dopo un paio di divertenti saliscendi, che costituiscono altrettante anticime, si raggiunge l’imponente croce di vetta e si può ammirare l’amplissimo panorama che spazia davanti ai nostri occhi.

Sulla via del ritorno, una volta scesi nuovamente alla panoramica Sella, invece di riprendere immediatamente il sentiero dell’andata, dunque girare a sinistra e perdere quota, vi consigliamo di proseguire in direzione opposta alla vetta appena raggiunta, mantenendo la destra e dunque continuando in cresta.
A pochi minuti di cammino infatti possiamo raggiungere un’altra cima, poco nota ma molto bella e panoramica. Si tratta del monte Serra dei Curti (1862 m.) che, nonostante o forse proprio a causa dell’estrema vicinanza con la famosa e frequentata Serra di Celano, resta una vetta trascurata, dimenticata e sconosciuta ai più. Un vero peccato visto lo spettacolo che è in grado di offrire. Da qui infatti l’affaccio sulle gole di Celano, che dividono la Serra dal gruppo del Sirente, e la vista sul monte Etra sono strepitosi. Se l’altro versante declina dolcemente verso il Monte Faito e il Pizzo di Ovindoli, il versante settentrionale è invece molto più ripido e articolato. Speroni e torri di roccia affiorano dal ripido pendio boscoso e, dalla vetta, la nostra vista precipita con un salto di 1000 metri sulle sottostanti gole! Uno spettacolo da non perdere se si sta passando di lì!

Senza possibilità di errore, dalla Serra dei Curti, piegando a sinistra, si perde dolcemente quota fino a ricongiungerci  facilmente con il sentiero dell’andata.